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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/05/2011 Lettura: ~3 min

Trattamento dell’angina cronica: i nuovi farmaci possono essere la soluzione del problema?

Fonte
Merlini PA, Fiscella D. Trattamento dell’angina cronica: i nuovi farmaci possono essere la soluzione del problema? Dipartimento Cardiologico De Gasperis - Azienda Ospedaliera Niguarda, Milano. Studi clinici e linee guida della Società Europea di Cardiologia, 2006-2007.

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

L’angina cronica stabile è una condizione comune che causa dolore al petto a causa di problemi al cuore. Anche se esistono diversi trattamenti, molti pazienti continuano a soffrire di sintomi. Negli ultimi anni, sono stati sviluppati nuovi farmaci che potrebbero migliorare la qualità della vita e offrire opzioni più sicure, soprattutto per chi ha altre malattie come il diabete. In questo testo spiegheremo in modo semplice come funzionano questi nuovi farmaci e quali benefici possono portare.

Che cos’è l’angina cronica stabile

L’angina cronica stabile è il dolore al petto che si manifesta quando il cuore non riceve abbastanza ossigeno a causa di problemi alle arterie coronarie. È molto diffusa, colpendo milioni di persone in Europa e negli Stati Uniti.

Questa condizione può ridurre la qualità della vita e aumentare il rischio di eventi gravi come infarti. Per questo motivo, è importante gestirla con cure adeguate.

Come si cura l’angina cronica

Il trattamento può includere:

  • Farmaci, che aiutano a ridurre il dolore e migliorare il flusso di sangue al cuore.
  • Procedure interventistiche, come l’angioplastica o il bypass coronarico, che migliorano il flusso sanguigno aprendo o aggirando le arterie bloccate.

Le linee guida europee raccomandano di iniziare sempre con i farmaci, riservando gli interventi a casi particolarmente gravi.

Limiti dei farmaci tradizionali

I farmaci più usati per l’angina agiscono principalmente riducendo il lavoro del cuore e la sua richiesta di ossigeno. Tra questi ci sono i beta bloccanti, i calcio-antagonisti e i nitrati.

Tuttavia, questi farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto in persone con altre malattie come il diabete. Ad esempio:

  • I beta bloccanti possono peggiorare il controllo dello zucchero nel sangue.
  • I calcio-antagonisti possono causare problemi alle vene delle gambe.

Inoltre, questi farmaci influenzano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, il che può limitare le opzioni di trattamento per alcuni pazienti.

Nuovi farmaci: Ivabradina e Ranolazina

Ivabradina

Ivabradina è un farmaco che agisce riducendo la frequenza cardiaca in modo molto specifico, senza influenzare la pressione o la forza del cuore. Questo lo rende più sicuro per persone con problemi respiratori o altri effetti collaterali comuni ai farmaci tradizionali.

È ben tollerato e ha pochi effetti indesiderati, come una leggera riduzione della frequenza cardiaca o la comparsa di fosfeni (percezione di luci lampeggianti).

Ranolazina

La ranolazina funziona in modo diverso rispetto ai farmaci tradizionali. Non agisce sulla frequenza cardiaca o sulla pressione, ma aiuta a migliorare il funzionamento delle cellule del cuore riducendo un eccesso di sodio e calcio all’interno delle cellule stesse.

Questo aiuta a migliorare il rilassamento del cuore e a ridurre il consumo di ossigeno, interrompendo un circolo che peggiora l’angina.

Benefici della Ranolazina

  • Migliora la capacità di esercizio fisico e aumenta il tempo prima che compaia il dolore al petto.
  • Riduce il numero di episodi di angina e l’uso di nitroglicerina, un farmaco usato per alleviare il dolore.
  • È efficace anche se aggiunta ai farmaci tradizionali, migliorandone i risultati.
  • Può migliorare il controllo dello zucchero nel sangue nei pazienti diabetici, aiutando a mantenere stabile la glicemia.
  • Ha un ruolo positivo nel ridurre alcune aritmie cardiache, cioè alterazioni del ritmo del cuore.

La sicurezza e l’efficacia

La ranolazina è stata studiata in migliaia di pazienti e si è dimostrata sicura ed efficace nel lungo termine. È approvata in Europa per il trattamento dell’angina stabile nei pazienti che non rispondono bene o non tollerano i farmaci tradizionali.

In conclusione

L’angina cronica stabile è una condizione diffusa che può essere difficile da gestire con i farmaci tradizionali, soprattutto in presenza di altre malattie come il diabete.

I nuovi farmaci come ivabradina e soprattutto ranolazina offrono nuove possibilità di trattamento. La ranolazina, in particolare, agisce in modo innovativo migliorando la funzione delle cellule cardiache senza influenzare la pressione o la frequenza del cuore, riducendo i sintomi e migliorando la qualità della vita anche nei pazienti diabetici.

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