Che cos’è lo studio SPARCL
Lo studio SPARCL ha confrontato l’effetto di alte dosi di atorvastatina (80 mg al giorno) con un placebo (una pillola senza principio attivo) in 4.731 pazienti che avevano già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (un episodio temporaneo di ridotto flusso di sangue al cervello).
Chi ha partecipato allo studio
Non sono stati inclusi pazienti che già avevano la fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare) o che stavano già assumendo farmaci per questa condizione al momento dell’inizio dello studio.
Come è stata valutata la fibrillazione atriale
La comparsa di fibrillazione atriale è stata monitorata con elettrocardiogrammi, esami che registrano l’attività elettrica del cuore, letti da esperti senza sapere quale trattamento i pazienti stavano ricevendo. In media, ogni paziente ha eseguito 5 elettrocardiogrammi durante un periodo di circa 5 anni.
Risultati principali
- Nel gruppo trattato con atorvastatina, 139 pazienti hanno sviluppato fibrillazione atriale.
- Nel gruppo placebo, i casi sono stati 122.
- La differenza tra i due gruppi non è risultata significativa, indicando che l’atorvastatina ad alte dosi non ha ridotto il rischio di questa aritmia.
In conclusione
In persone che hanno avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio, l’uso a lungo termine di alte dosi di atorvastatina non previene la comparsa di fibrillazione atriale. Questo significa che, secondo questo studio, questo trattamento non è efficace per ridurre il rischio di questa particolare condizione cardiaca.