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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/01/2024 Lettura: ~2 min

Il rapporto BUN/creatinina: un nuovo indicatore per lo scompenso cardiaco cronico

Fonte
Tolomeo, et al. 10.1002/ejhf.3114.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il rapporto tra due sostanze nel sangue, chiamate BUN e creatinina, può aiutare a capire meglio il rischio di problemi nei pazienti con scompenso cardiaco cronico. Questo studio ha analizzato molti pazienti per valutare l'importanza di questo indicatore nella gestione della malattia.

Che cos'è il rapporto BUN/creatinina?

Il BUN (Blood Urea Nitrogen) è una misura dell'azoto ureico nel sangue, un prodotto di scarto derivante dalla digestione delle proteine. La creatinina è un altro prodotto di scarto presente nel sangue, legato alla funzione muscolare e renale. Il rapporto tra BUN e creatinina (BUN/Cr) può fornire informazioni sullo stato di salute, in particolare sulla funzione dei reni e sul bilancio dei liquidi nel corpo.

Perché è importante nello scompenso cardiaco cronico?

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore fatica a pompare sangue in modo efficace. Può essere acuto (improvviso) o cronico (di lunga durata). Studi precedenti avevano già mostrato che il rapporto BUN/Cr è utile per valutare il rischio nei casi acuti. Questo studio ha voluto capire se lo stesso vale per lo scompenso cronico.

Come è stato fatto lo studio?

  • Sono stati raccolti dati da oltre 28.000 pazienti con due tipi di scompenso cardiaco: HFrEF (con frazione d’eiezione ridotta) e HFpEF (con frazione d’eiezione preservata).
  • I pazienti sono stati divisi in gruppi in base al valore mediano del rapporto BUN/Cr, cioè se il loro rapporto era sopra o sotto un certo valore centrale.
  • Si è osservato il tempo fino alla prima ospedalizzazione per scompenso o la morte per cause cardiovascolari, oltre alla mortalità totale.

Cosa hanno trovato?

  • Un rapporto BUN/Cr più alto era legato a un rischio maggiore di eventi gravi, come ospedalizzazioni e morte.
  • Questo rischio rimaneva elevato anche dopo aver considerato altri fattori importanti, come l’età, il diabete, e altri esami del sangue.
  • Il rapporto era più alto soprattutto nelle persone più anziane, nelle donne e in chi aveva il diabete.

Cosa potrebbe significare questo?

Gli autori pensano che un rapporto BUN/Cr elevato possa indicare un'attivazione di certi meccanismi nel corpo, come l’aumento di un ormone chiamato vasopressina, o un flusso di sangue ai reni alterato. Questi fattori non sono sempre rilevati dagli esami tradizionali ma possono influenzare la salute del cuore e dei reni.

In conclusione

Il rapporto BUN/creatinina nel sangue può essere un indicatore utile per valutare il rischio nei pazienti con scompenso cardiaco cronico. Un valore più alto è associato a maggiori probabilità di ospedalizzazione e di morte cardiovascolare. Questo dato può aiutare i medici a comprendere meglio la gravità della malattia e a considerare nuovi aspetti nella gestione del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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