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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/05/2011 Lettura: ~3 min

TASK FORCE SHAPE: ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA?

Fonte
Giuseppe Favretto, Responsabile UO di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva, Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione, Motta di Livenza (TV)

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1041 Sezione: 5

Introduzione

Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, ma grazie ai progressi nella prevenzione e nelle cure, la mortalità sta diminuendo. È importante individuare precocemente chi è a rischio anche quando non presenta sintomi, per intervenire in modo efficace e personalizzato.

Che cosa sono le malattie cardiovascolari e perché sono importanti

Le malattie cardiovascolari includono problemi come infarti, insufficienza cardiaca e ictus. Sono la principale causa di morte nei paesi sviluppati e stanno diventando un problema anche in quelli in via di sviluppo. Negli ultimi anni, grazie a terapie migliori e a una maggiore attenzione alla prevenzione, il numero di morti per queste malattie è diminuito, soprattutto nelle persone più anziane.

Prevenzione primaria e secondaria

La prevenzione delle malattie cardiovascolari si divide in due tipi:

  • Prevenzione secondaria: riguarda chi ha già avuto un evento come un infarto. In questi casi è fondamentale seguire con attenzione le terapie consigliate per evitare nuovi problemi.
  • Prevenzione primaria: riguarda le persone che non hanno mai avuto eventi cardiovascolari. Qui l’obiettivo è identificare chi ha un rischio elevato di sviluppare la malattia, anche se apparentemente sano.

In Italia, si stima che circa 7-8 milioni di adulti siano a rischio elevato.

Come si valuta il rischio cardiovascolare

Per valutare il rischio si considerano fattori come età, sesso, fumo, diabete, pressione alta e livelli di colesterolo. Questi dati vengono inseriti in strumenti chiamati "carte del rischio" che aiutano a classificare le persone in base al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Tuttavia, queste carte non sono sempre precise e possono non riconoscere alcune persone ad alto rischio, specialmente quelle classificate come a rischio intermedio.

Le linee guida SHAPE per la diagnosi precoce

La Society for Heart Attack Prevention and Eradication (SHAPE) ha sviluppato delle linee guida innovative per individuare la malattia coronarica in persone senza sintomi evidenti. Queste linee guida sono state presentate in Europa nel 2011 durante un importante congresso di cardiologia preventiva.

Il metodo SHAPE propone di cercare prima segni di malattia nelle arterie, come la presenza di calcio nelle arterie coronarie o alterazioni nelle arterie del collo, in persone apparentemente sane tra i 45 e 75 anni (per gli uomini) e tra i 55 e 75 anni (per le donne). Solo dopo si valutano i fattori di rischio tradizionali.

Questa strategia aiuta a definire meglio il livello di rischio e a stabilire obiettivi personalizzati per la prevenzione, come il livello di colesterolo da raggiungere.

Le raccomandazioni attuali e le prospettive future

Le linee guida più recenti, come quelle dell’American Heart Association, indicano che per tutti gli adulti senza malattie cardiache note è importante valutare il rischio globale usando i fattori tradizionali e considerare la storia familiare.

Altri esami, come la misurazione di alcuni marker nel sangue o di alterazioni nelle arterie, sono considerati utili in alcuni casi specifici per migliorare la valutazione del rischio.

La filosofia SHAPE, che inverte l’ordine tradizionale di valutazione, potrebbe offrire nuove opportunità, anche se la sua accettazione in Europa richiederà tempo.

In conclusione

La prevenzione delle malattie cardiovascolari è fondamentale e si basa su una corretta valutazione del rischio. Le linee guida SHAPE propongono un nuovo approccio per identificare precocemente la malattia in persone senza sintomi, concentrandosi prima sui segni nelle arterie. Questo può aiutare a personalizzare meglio la prevenzione, anche se l’approccio tradizionale rimane ancora la base principale. Nuove strategie e ricerche continueranno a migliorare la capacità di proteggere la salute del cuore.

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