Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato pazienti che avevano avuto un infarto miocardico acuto (un attacco al cuore) e che presentavano anche scompenso cardiaco (una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue). Lo studio si chiama EPHESUS e ha coinvolto più di 6.600 pazienti.
Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto un farmaco chiamato eplerenone, l'altro un placebo (una sostanza senza effetto). Tra questi pazienti, circa un terzo aveva il diabete.
Risultati principali
- Il diabete era più comune in persone più anziane e con condizioni di salute più gravi.
- Durante circa 2 anni e mezzo di osservazione, il 12% dei pazienti con diabete ha avuto un infarto (fatale o non fatale), rispetto all'8% di quelli senza diabete.
- Il diabete è stato associato a un aumento del rischio di infarto non fatale, cioè un attacco al cuore da cui si può sopravvivere.
- Non è stata trovata una relazione significativa tra diabete e infarto fatale (che causa la morte).
- Il diabete non ha mostrato un aumento chiaro del rischio di morte per qualsiasi causa o di ricoveri ospedalieri, anche se c'è stata una leggera tendenza a più ricoveri per motivi cardiaci.
Cosa significa tutto questo
Per chi ha avuto un infarto e soffre di scompenso cardiaco, avere il diabete può aumentare la probabilità di avere un altro infarto che non causa la morte. Questo è importante da sapere per seguire con attenzione la salute del cuore in queste persone.
In conclusione
Il diabete è un fattore che aumenta il rischio di avere un infarto non fatale in pazienti che hanno già avuto un attacco al cuore e soffrono di problemi cardiaci. Tuttavia, non sembra aumentare significativamente il rischio di infarto fatale o di morte per altre cause in questo gruppo di pazienti.