Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due tipi di stent chiamati ZES (stent che rilascia zotarolimus) e EES (stent che rilascia everolimus). Entrambi sono usati per trattare lesioni coronariche, cioè zone ristrette o bloccate nelle arterie del cuore.
Su 2.292 pazienti, 1.520 hanno ricevuto uno di questi due stent: 764 con ZES e 756 con EES.
I risultati principali
- La ristenosi (cioè il nuovo restringimento della stessa arteria trattata) dopo un anno è stata simile: 8,9% con ZES e 9,7% con EES.
- La mortalità (numero di persone decedute) è stata bassa e senza differenze significative: 1,3% con ZES e 2,2% con EES.
- Gli episodi di infarto del miocardio (attacco cardiaco) sono stati quasi uguali: 4,3% con ZES e 4,4% con EES.
- La trombosi intrastent (formazione di coaguli nel punto dello stent) non è risultata diversa tra i due gruppi.
Cosa significa tutto questo
Entrambi i tipi di stent si sono dimostrati efficaci e sicuri sia nelle lesioni semplici che in quelle più complesse delle arterie coronariche.
In conclusione
Lo studio mostra che i due tipi di stent a rilascio di farmaco confrontati hanno risultati molto simili in termini di sicurezza e efficacia. Questo significa che entrambi possono essere considerati valide opzioni per il trattamento delle arterie del cuore con lesioni diverse.