Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 3.078 pazienti con scompenso cardiaco, con un'età media di 75 anni e per il 61% uomini. I pazienti erano divisi in gruppi in base alla causa del loro scompenso cardiaco:
- Ipotesione arteriosa (alta pressione sanguigna) nel 13,9% dei casi
- Cardiopatia ischemica (problemi al cuore dovuti a ridotto flusso di sangue) nel 42,4%
- Cardiopatia valvolare (problemi alle valvole del cuore) nel 9,5%
- Cardiomiopatia dilatativa idiopatica (cuore ingrossato senza causa nota) nel 7,9%
- Altre cause o cause sconosciute
Lo studio ha incluso anche pazienti con scompenso cardiaco ma con una funzione del cuore conservata (frazione di eiezione normale).
Cosa è stato osservato
È stata valutata la mortalità dopo 5 anni. Confrontando i diversi gruppi, usando come riferimento lo scompenso cardiaco causato da ipertensione, è stato osservato che:
- Lo scompenso cardiaco da problemi alle valvole ha il rischio più alto di morte.
- Segue la cardiomiopatia dilatativa idiopatica con un rischio elevato.
- La cardiopatia ischemica e le cause non note hanno un rischio di morte più basso rispetto ai primi due, ma comunque superiore all’ipertensione.
Inoltre, tra i pazienti con cardiopatia ischemica, chi aveva una funzione del cuore molto ridotta (frazione di eiezione inferiore al 30%) aveva un rischio di morte più alto rispetto a chi aveva una funzione migliore.
In conclusione
La causa dello scompenso cardiaco è importante per capire il rischio di mortalità. Alcune cause, come i problemi alle valvole o il cuore ingrossato senza causa chiara, sono associate a un rischio maggiore. Anche la funzione del cuore gioca un ruolo importante, specialmente nella cardiopatia ischemica.