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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/06/2011 Lettura: ~2 min

Pacing biventricolare in pazienti con blocco atrioventricolare

Fonte
Eur Journal of Heart Failure 13 (6):633-641.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio che ha confrontato due tipi di stimolazione cardiaca (pacing) in pazienti con blocco atrioventricolare, una condizione che richiede l'uso di un pacemaker. L'obiettivo è capire quale metodo può aiutare meglio il cuore a funzionare nel tempo.

Che cosa è stato studiato

Alcuni studi precedenti hanno suggerito che il posizionamento del pacemaker nella punta del ventricolo destro (la parte inferiore del cuore destro) potrebbe avere effetti negativi a lungo termine sul cuore.

Lo studio chiamato PREVENT HF ha confrontato due tipi di stimolazione cardiaca:

  • Pacing biventricolare: stimolazione simultanea di entrambi i ventricoli del cuore.
  • Pacing tradizionale dal ventricolo destro: stimolazione solo del ventricolo destro.

Lo studio ha coinvolto 108 pazienti che avevano bisogno di un pacemaker e che avrebbero utilizzato il dispositivo per più dell'80% del tempo.

Cosa è stato misurato

Gli obiettivi principali erano valutare come cambiano nel tempo alcune caratteristiche del ventricolo sinistro (la parte del cuore che pompa il sangue al corpo):

  • Volume telediastolico ventricolare sinistro (LVEDV): la quantità di sangue nel ventricolo sinistro quando si riempie.
  • Volume telesistolico ventricolare sinistro (LVESV): la quantità di sangue che rimane nel ventricolo sinistro dopo la contrazione.
  • Frazione di eiezione (LVEF): la percentuale di sangue che il ventricolo sinistro pompa ad ogni battito, un indicatore importante della funzione cardiaca.

Risultati principali

Dopo un anno di osservazione, non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi di pazienti in nessuno dei parametri misurati:

  • Il volume telediastolico non è cambiato in modo significativo.
  • Il volume telesistolico è rimasto simile.
  • La frazione di eiezione non ha mostrato miglioramenti rilevanti.

Questo significa che, in questo gruppo di pazienti, il pacing biventricolare non ha mostrato vantaggi rispetto al pacing tradizionale dal ventricolo destro.

In conclusione

Lo studio PREVENT HF suggerisce che per pazienti con blocco atrioventricolare che necessitano di un pacemaker, la stimolazione del cuore con pacing biventricolare non sembra offrire benefici maggiori rispetto al pacing tradizionale dal ventricolo destro, almeno per quanto riguarda la funzione e la struttura del ventricolo sinistro dopo un anno.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi

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