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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2011 Lettura: ~2 min

Desmosomi e cardiomiopatia nella displasia aritmogena del ventricolo destro

Fonte
Circulation. 2011; 123: 2690-2700.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD/C) è una malattia ereditaria che colpisce il cuore, in particolare il ventricolo destro, e può causare problemi al ritmo cardiaco. In questo testo spieghiamo come alcune proteine chiamate desmosomi siano coinvolte in questa condizione e cosa è stato scoperto studiando pazienti e i loro familiari.

Che cos'è la displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD/C)

La ARVD/C è una malattia del cuore che si trasmette da genitori a figli con un meccanismo chiamato autosomica dominante. Questo significa che basta una copia del gene alterato per poter sviluppare la malattia, anche se non sempre si manifesta allo stesso modo o con la stessa gravità (penetranza incompleta ed espressione variabile).

Il ruolo dei desmosomi

I desmosomi sono strutture presenti nelle cellule del cuore che aiutano a tenerle unite e a mantenere la loro forza durante il battito cardiaco. In particolare, ci sono cinque proteine importanti nei desmosomi:

  • plakophilin-2 (PKP2)
  • desmocollin-2
  • desmogleina-2
  • desmoplakina
  • placoglobina

Mutazioni in questi geni sono state trovate in circa il 50% delle persone con ARVD/C.

Lo studio sui pazienti e i loro familiari

Sono stati studiati 149 pazienti con ARVD/C (la maggior parte uomini, con un'età media di circa 49 anni) e 302 loro parenti provenienti da 93 famiglie. Tra i parenti, molti erano senza sintomi.

Attraverso analisi genetiche, sono state identificate mutazioni, soprattutto nella proteina PKP2. In particolare:

  • Il 58% dei pazienti presentava mutazioni considerate dannose, soprattutto una perdita (delezione) nel gene PKP2.
  • Alcuni pazienti avevano più di una mutazione.
  • Tra i parenti portatori di mutazione, il 31% ha sviluppato la malattia anche se inizialmente non aveva sintomi.
  • Le donne portatrici di mutazioni asintomatiche erano circa il 5%.

Segni clinici osservati

Nei parenti portatori di mutazione, soprattutto quelli più giovani di 20 anni, si è notata una maggiore presenza di onde T negative in alcune derivazioni dell'elettrocardiogramma (V1-V3). Queste onde sono segnali che possono indicare alterazioni nel cuore.

In quasi la metà delle famiglie studiate, è stato trovato almeno un parente affetto dalla malattia, anche se senza sintomi, e nella maggior parte di questi casi erano presenti mutazioni genetiche.

In conclusione

La displasia aritmogena del ventricolo destro è una malattia ereditaria legata a mutazioni nelle proteine dei desmosomi, in particolare nella plakophilin-2. Queste mutazioni possono essere presenti anche in familiari senza sintomi, ma che possono sviluppare la malattia nel tempo. Lo studio evidenzia l'importanza di monitorare i parenti portatori di mutazioni per individuare precocemente eventuali segni di ARVD/C.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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