Che cos'è la displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD/C)
La ARVD/C è una malattia del cuore che si trasmette da genitori a figli con un meccanismo chiamato autosomica dominante. Questo significa che basta una copia del gene alterato per poter sviluppare la malattia, anche se non sempre si manifesta allo stesso modo o con la stessa gravità (penetranza incompleta ed espressione variabile).
Il ruolo dei desmosomi
I desmosomi sono strutture presenti nelle cellule del cuore che aiutano a tenerle unite e a mantenere la loro forza durante il battito cardiaco. In particolare, ci sono cinque proteine importanti nei desmosomi:
- plakophilin-2 (PKP2)
- desmocollin-2
- desmogleina-2
- desmoplakina
- placoglobina
Mutazioni in questi geni sono state trovate in circa il 50% delle persone con ARVD/C.
Lo studio sui pazienti e i loro familiari
Sono stati studiati 149 pazienti con ARVD/C (la maggior parte uomini, con un'età media di circa 49 anni) e 302 loro parenti provenienti da 93 famiglie. Tra i parenti, molti erano senza sintomi.
Attraverso analisi genetiche, sono state identificate mutazioni, soprattutto nella proteina PKP2. In particolare:
- Il 58% dei pazienti presentava mutazioni considerate dannose, soprattutto una perdita (delezione) nel gene PKP2.
- Alcuni pazienti avevano più di una mutazione.
- Tra i parenti portatori di mutazione, il 31% ha sviluppato la malattia anche se inizialmente non aveva sintomi.
- Le donne portatrici di mutazioni asintomatiche erano circa il 5%.
Segni clinici osservati
Nei parenti portatori di mutazione, soprattutto quelli più giovani di 20 anni, si è notata una maggiore presenza di onde T negative in alcune derivazioni dell'elettrocardiogramma (V1-V3). Queste onde sono segnali che possono indicare alterazioni nel cuore.
In quasi la metà delle famiglie studiate, è stato trovato almeno un parente affetto dalla malattia, anche se senza sintomi, e nella maggior parte di questi casi erano presenti mutazioni genetiche.
In conclusione
La displasia aritmogena del ventricolo destro è una malattia ereditaria legata a mutazioni nelle proteine dei desmosomi, in particolare nella plakophilin-2. Queste mutazioni possono essere presenti anche in familiari senza sintomi, ma che possono sviluppare la malattia nel tempo. Lo studio evidenzia l'importanza di monitorare i parenti portatori di mutazioni per individuare precocemente eventuali segni di ARVD/C.