Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 136 pazienti con insufficienza cardiaca trattati con CRT. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:
- 42 pazienti (31%) hanno ricevuto carvedilolo
- 80 pazienti (59%) hanno ricevuto metoprololo
- 14 pazienti (10%) non hanno ricevuto alcun beta bloccante
Risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca
La risposta positiva alla CRT è stata definita come una riduzione del volume del cuore durante la fase di contrazione superiore al 15%. Questa risposta è stata osservata nel 46% dei pazienti. È importante sottolineare che l'uso dei beta bloccanti non ha influenzato la probabilità di rispondere bene alla CRT.
Effetti sulla mortalità
Durante un periodo di osservazione di circa 17 mesi, la mortalità è stata diversa tra i gruppi:
- 7% nei pazienti trattati con carvedilolo (3 su 42)
- 18% nei pazienti trattati con metoprololo (14 su 80)
- 36% nei pazienti senza terapia con beta bloccanti (5 su 14)
Questi dati indicano che sia il carvedilolo che il metoprololo sono associati a una migliore sopravvivenza rispetto a chi non assume questi farmaci.
Analisi statistica
L'analisi ha mostrato che entrambi i farmaci riducono il rischio di morte in modo significativo. In particolare:
- Carvedilolo: riduce il rischio di morte con un valore chiamato hazard ratio di 0.14, che significa un rischio molto più basso rispetto a chi non assume beta bloccanti.
- Metoprololo: riduce il rischio di morte con un hazard ratio di 0.19, anch'esso indicativo di un beneficio importante.
In conclusione
In pazienti con insufficienza cardiaca trattati con terapia di resincronizzazione cardiaca, l'uso di carvedilolo o metoprololo è associato a una riduzione significativa della mortalità rispetto a chi non assume beta bloccanti. Questi farmaci non influenzano la risposta alla terapia di resincronizzazione, ma migliorano la sopravvivenza nel tempo.