Che cosa è stato studiato
Una revisione di 22 studi ha analizzato oltre 825.000 persone con malattie mentali che hanno avuto un infarto al cuore. L'obiettivo era capire se queste persone ricevessero le stesse cure di chi non ha disturbi mentali.
Risultati principali
- I pazienti con malattie mentali hanno ricevuto il 14% in meno di procedure cardiache dopo l'infarto rispetto a chi non ha disturbi mentali.
- In particolare, hanno avuto il 15% in meno di interventi di bypass coronarico (CABG), il 15% in meno di cateterismi cardiaci e il 13% in meno di angioplastiche (PTCA/PCI).
- Le persone con schizofrenia hanno avuto ancora meno accesso a queste cure: la metà rispetto ai pazienti senza disturbi mentali.
- Per loro, il tasso di bypass era inferiore del 31% e quello di angioplastiche del 50%.
- Inoltre, la mortalità un anno dopo l'infarto era dell'11% più alta nei pazienti con malattie mentali rispetto a quelli senza.
Cosa significa tutto questo
Questi dati indicano che chi ha una malattia mentale riceve meno trattamenti importanti per il cuore dopo un infarto. Questo può contribuire a un rischio maggiore di morte in questi pazienti.
In conclusione
Le persone con disturbi mentali, specialmente con schizofrenia, sono meno trattate per problemi cardiaci dopo un infarto. Questo porta a una maggiore mortalità. È fondamentale riconoscere questa situazione per migliorare l'assistenza e garantire cure adeguate a tutti.