Che cosa è stato studiato
In uno studio sono stati analizzati 173 pazienti con embolia polmonare non considerata ad alto rischio. Tutti avevano confermato il problema con una tomografia computerizzata (TC), un esame che permette di vedere i vasi e il cuore.
Quali esami sono stati usati per valutare il rischio
- Troponina T: una sostanza che si trova nel sangue e che aumenta quando il cuore è sotto stress o danneggiato.
- Segni radiologici di disfunzione del ventricolo destro: la TC può mostrare se la parte destra del cuore, che spinge il sangue verso i polmoni, funziona male o è ingrandita.
Cosa è stato osservato
- I pazienti con segni di rischio intermedio, cioè con alterazioni agli esami, avevano una mortalità più alta (tra il 14% e il 19%) rispetto a quelli a basso rischio (2-6%).
- Il rapporto tra il volume del ventricolo destro e quello sinistro maggiore di 1,5 è stato il segno più importante per prevedere il rischio di morte.
- La combinazione di segni radiologici di disfunzione del ventricolo destro e la positività della troponina T aumentava ancora di più la capacità di prevedere un esito peggiore, rispetto a considerare solo uno di questi fattori.
In conclusione
Per chi ha un'embolia polmonare non ad alto rischio, la valutazione combinata di alcuni esami del sangue e delle immagini del cuore aiuta a capire meglio chi ha più probabilità di avere complicazioni gravi. Questo permette ai medici di monitorare e gestire con più attenzione questi pazienti.