Che cosa significa ipertensione resistente
L’ipertensione resistente è una condizione in cui la pressione sanguigna rimane alta nonostante l’uso di più farmaci antipertensivi. È importante trovare modi efficaci per controllarla e ridurre così il rischio di problemi cardiovascolari come infarti o ictus.
Lo studio e il suo scopo
Lo studio ha confrontato due gruppi di persone con ipertensione resistente:
- chi prendeva tutti i farmaci antipertensivi al mattino,
- chi assumeva almeno un farmaco la sera, prima di andare a dormire.
La pressione arteriosa è stata monitorata per 24 ore, con misurazioni frequenti sia durante il giorno che durante la notte.
Risultati principali
- Chi prendeva almeno un farmaco la sera mostrava un migliore controllo della pressione durante il sonno.
- Queste persone avevano un rischio minore di eventi cardiovascolari gravi rispetto a chi prendeva tutti i farmaci al mattino.
- Dopo otto anni, circa l’81% di chi assumeva farmaci la sera era libero da eventi cardiovascolari, contro il 64% di chi li prendeva al mattino.
Perché la sera?
Durante la notte si attiva un sistema nel corpo chiamato renina-angiotensina-aldosterone, che può aumentare la pressione sanguigna. Alcuni farmaci, come gli ACE inibitori e i bloccanti dei recettori dell’angiotensina, funzionano meglio se assunti la sera, perché agiscono proprio su questo sistema attivo di notte.
Implicazioni per il trattamento
Controllare la pressione durante la notte è importante per ridurre il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Questo studio suggerisce che assumere i farmaci antipertensivi la sera potrebbe essere un modo migliore per raggiungere questo obiettivo.
Se questi risultati saranno confermati da altre ricerche, potrebbe cambiare il modo in cui si prescrivono questi farmaci.
In conclusione
Prendere almeno un farmaco per la pressione alta la sera, prima di andare a dormire, può migliorare il controllo della pressione durante la notte e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nelle persone con ipertensione resistente. Questo approccio potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel trattamento di questa condizione.