Che cosa è cambiato con l'angioplastica primaria
L'angioplastica primaria è una procedura medica che aiuta a riaprire le arterie del cuore bloccate durante un infarto. Grazie a questa tecnica, la mortalità (cioè il numero di persone che muoiono) è diminuita nei pazienti con un tipo specifico di infarto chiamato "infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST".
Lo studio APEX-AMI
In uno studio chiamato APEX-AMI, si è valutato l'effetto dell'angioplastica primaria su due complicazioni gravi dell'infarto: lo shock cardiogeno e lo scompenso cardiaco acuto.
Shock cardiogeno
- È una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per il corpo.
- Su 5.745 pazienti, 196 (3,4%) hanno avuto uno shock cardiogeno.
- Questo shock è comparso in media 6 ore dopo l'infarto.
- La mortalità a 90 giorni in questi pazienti è stata molto alta, pari al 54,6%.
Scompenso cardiaco acuto
- È una condizione in cui il cuore non riesce a funzionare bene, causando accumulo di liquidi e difficoltà a respirare.
- 254 pazienti (4,4%) hanno sviluppato scompenso cardiaco in media 2,6 giorni dopo l'infarto.
- La mortalità a 90 giorni in questi casi è stata del 10,2%.
Pazienti senza complicazioni
Nei pazienti che non hanno avuto né shock cardiogeno né scompenso cardiaco, la mortalità a 90 giorni è stata molto più bassa, solo il 2,1%.
Caratteristiche dei pazienti più a rischio
I pazienti che hanno avuto complicazioni erano più spesso:
- Più anziani
- Di sesso femminile
- Con pressione alta (ipertesi)
- Con diabete
In conclusione
Anche con le moderne cure che cercano di ripristinare rapidamente il flusso di sangue al cuore, la mortalità rimane molto alta per chi sviluppa uno shock cardiogeno dopo un infarto. Lo scompenso cardiaco acuto è meno frequente e meno letale, ma resta una complicazione importante da monitorare.