Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio su 158 pazienti anziani, con un'età media di 68 anni, che erano in terapia intensiva e avevano bisogno di un ventilatore per respirare. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- un gruppo ha ascoltato musica a ritmo lento (60-80 battiti al minuto) due volte al giorno per un massimo di 7 giorni;
- l'altro gruppo ha ascoltato una traccia silenziosa, usata come controllo.
Cosa si voleva capire
L'obiettivo principale era vedere se la musica potesse aumentare i giorni in cui i pazienti erano liberi da delirium (uno stato di confusione mentale) o coma. Per misurare questo, sono stati usati strumenti specifici che valutano la presenza di confusione e il livello di sedazione.
Risultati principali
- I giorni senza delirium o coma sono stati simili in entrambi i gruppi: 2,5 giorni nel gruppo musica e 3 giorni nel gruppo controllo, una differenza non significativa.
- La gravità del delirium, il dolore e l'ansia misurati con scale riconosciute non hanno mostrato differenze importanti tra i due gruppi.
Cosa significa questo
Questi risultati indicano che, per i pazienti anziani in ventilazione meccanica, ascoltare musica a ritmo lento non ha ridotto la durata o la gravità del delirium né ha migliorato il dolore o l'ansia. Questo suggerisce che interventi non farmacologici come la musica necessitano di ulteriori studi e miglioramenti prima di poter essere considerati efficaci in questa situazione.
In conclusione
Ascoltare musica a ritmo lento non ha mostrato benefici nel ridurre il delirium, il dolore o l'ansia nei pazienti anziani sottoposti a ventilazione meccanica in terapia intensiva. Sono necessari ulteriori studi per trovare modi migliori di supportare questi pazienti.