Chi è la paziente e quali sono le sue condizioni
La paziente è una donna di 81 anni, fumatrice, con una storia familiare di malattie cardiache. Ha il colesterolo alto e la pressione alta. Nonostante l'età, è abbastanza autonoma e non molto fragile. Ha anche una lieve malattia al fegato legata all'epatite C. Negli ultimi anni ha subito due interventi per problemi alle arterie, uno alla gamba e uno al collo.
La situazione e le difficoltà nel trattamento
La paziente non ha avuto sintomi gravi di cuore, ma soffre di un leggero dolore alla gamba. Prende diversi farmaci, tra cui un anticoagulante e un farmaco per la pressione. Ha provato a prendere le statine, farmaci usati per abbassare il colesterolo, ma ha avuto sempre problemi di tolleranza, cioè effetti collaterali o fastidi che le hanno impedito di continuare la terapia.
Per questo motivo, i medici hanno iniziato una terapia combinata con una dose bassa di statine e un altro farmaco chiamato ezetimibe. I valori del colesterolo erano ancora alti, e non era possibile usare un altro tipo di farmaco molto efficace (inibitori della PCSK9) a causa dell'età della paziente.
Introduzione dell'acido bempedoico
Per ridurre ancora di più il colesterolo LDL (quello "cattivo"), è stato aggiunto l'acido bempedoico, un farmaco che aiuta a diminuire il colesterolo in modo diverso dalle statine. Dopo circa due mesi, la paziente ha smesso di fumare sigarette tradizionali e ha iniziato a usare la sigaretta elettronica. Ha seguito una dieta a basso contenuto di grassi sotto controllo medico e ha preso regolarmente tutti i farmaci prescritti.
I risultati ottenuti
- Il colesterolo totale è sceso da 161 a 128 mg/dl.
- Il colesterolo LDL è sceso da 84 a 53 mg/dl, raggiungendo così il valore raccomandato per pazienti con alto rischio.
- I trigliceridi sono diminuiti da 136 a 78 mg/dl.
- Il colesterolo HDL (quello "buono") è aumentato da 50 a 59 mg/dl.
Questi risultati sono molto importanti perché riducono il rischio di nuovi problemi cardiaci. La riduzione del colesterolo LDL è stata di circa il 37% dopo l'aggiunta dell'acido bempedoico, un valore superiore alla media osservata in altri studi (circa 25%). Questo potrebbe essere dovuto alla dieta, al miglioramento nell'assunzione dei farmaci o a una particolare risposta positiva al farmaco.
Sicurezza e monitoraggio
Non sono stati osservati effetti collaterali o problemi al fegato legati all'acido bempedoico. La paziente continuerà a fare controlli regolari ogni sei mesi per monitorare la situazione.
In conclusione
L'acido bempedoico si è rivelato un aiuto prezioso per questa paziente con un rischio cardiovascolare molto alto, soprattutto perché non poteva usare altri farmaci efficaci e aveva difficoltà con le statine. Grazie a questa terapia combinata, è stato possibile raggiungere valori di colesterolo LDL molto bassi, riducendo così il rischio di nuovi eventi cardiaci. Questo caso mostra come l'acido bempedoico possa essere una valida opzione per chi ha bisogno di un ulteriore aiuto per controllare il colesterolo.