Che cosa significa frazione di eiezione conservata
La frazione di eiezione (FE) è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a spingere fuori a ogni battito. Quando questa frazione è superiore al 50%, si parla di frazione di eiezione conservata (HF-PEF). Se è inferiore al 50%, si parla di scompenso cardiaco sistolico (SHF), cioè con funzione di pompaggio ridotta.
Lo studio e i suoi risultati principali
In uno studio che ha seguito per circa 3 anni due gruppi di pazienti con scompenso cardiaco:
- 320 pazienti con frazione di eiezione conservata (HF-PEF)
- 402 pazienti con frazione di eiezione ridotta (SHF)
Si è osservato che i pazienti con frazione di eiezione conservata avevano:
- Minore mortalità per tutte le cause, cioè avevano meno probabilità di morire durante il periodo di osservazione.
- Minore mortalità per cause cardiovascolari, cioè meno decessi legati a problemi del cuore e dei vasi.
- Un possibile rischio minore di aritmie, cioè problemi del ritmo cardiaco, anche se questo dato non è risultato del tutto certo.
Cosa non cambia tra i due gruppi
Non sono state trovate differenze importanti tra i due gruppi riguardo a:
- La comparsa di ictus ischemico, cioè un tipo di danno al cervello causato da un blocco del flusso sanguigno.
- Il numero di ricoveri ospedalieri per problemi legati al cuore.
- Il peggioramento dei sintomi, misurato con la classe NYHA, che valuta quanto la malattia limita la vita quotidiana.
In conclusione
Chi ha una frazione di eiezione conservata ha una migliore sopravvivenza rispetto a chi ha una funzione cardiaca ridotta. Tuttavia, la frequenza di complicazioni e la necessità di cure ospedaliere sono simili nei due gruppi. Questo significa che, anche se si vive più a lungo con la frazione di eiezione conservata, la qualità della vita e le difficoltà legate alla malattia possono essere altrettanto importanti.