CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 02/11/2011 Lettura: ~2 min

Incidenza di scompenso cardiaco dopo angioplastica: risultati dello studio HORIZONS-AMI

Fonte
Am Heart J 2011; 162(4): 663-670.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione che può comparire dopo un infarto e influenzare la salute a lungo termine. Lo studio HORIZONS-AMI ha analizzato quanto spesso si sviluppa questa condizione dopo un trattamento chiamato angioplastica e quali sono le sue conseguenze.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e perché è importante

Lo scompenso cardiaco congestizio (CHF) è una malattia in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Questo può causare difficoltà respiratorie, stanchezza e altri sintomi, aumentando il rischio di problemi seri e la necessità di cure mediche.

Lo studio HORIZONS-AMI

Questo studio ha seguito 3.343 pazienti con un tipo di infarto chiamato STEMI, trattati con un intervento chiamato angioplastica coronarica percutanea (PCI) in 123 centri di 11 paesi.

I pazienti sono stati valutati all'inizio dello studio e poi a 30 giorni, 6 mesi, 1 anno e 2 anni dopo l'intervento per verificare la presenza e la gravità dello scompenso cardiaco.

Risultati principali

  • All'inizio, prima dell'infarto, il 2,6% dei pazienti aveva già scompenso cardiaco.
  • Un mese dopo l'angioplastica, questa percentuale è salita al 4,6%.
  • Dopo 1 anno era al 4,7% e dopo 2 anni al 5,1%.
  • I sintomi più gravi (classificati come NYHA III/IV) erano rari, ma sono aumentati dallo 0,4% all'inizio allo 0,8% dopo 2 anni.

Fattori associati allo sviluppo di scompenso cardiaco

Lo studio ha identificato alcune condizioni che aumentano il rischio di sviluppare scompenso cardiaco entro un anno dall'intervento:

  • Diabete
  • Colesterolo alto (dislipidemia)
  • Precedente infarto
  • Precedente intervento di rivascolarizzazione
  • Infarto nella parte anteriore del cuore
  • Ostruzione completa del vaso sanguigno prima dell'intervento (flusso TIMI grado 0)

Non è stato trovato alcun legame con il tipo di farmaco usato durante l'intervento o con il tipo di stent impiantato.

Conseguenze dello scompenso cardiaco dopo l'angioplastica

Nei pazienti che non avevano scompenso all'inizio ma lo hanno sviluppato dopo l'intervento, il rischio di eventi gravi è risultato più alto nei due anni successivi, tra cui:

  • Mortalità per qualsiasi causa (7,3% contro 2,0%)
  • Mortalità per cause cardiache (2,4% contro 0,8%)
  • Nuovo infarto (9,4% contro 5,2%)
  • Formazione di coaguli all'interno dello stent (7,0% contro 3,8%)
  • Necessità di nuovi interventi per riaprire i vasi ostruiti (19,4% contro 11,8%)

In conclusione

I dati dello studio HORIZONS-AMI mostrano che, anche se lo sviluppo di scompenso cardiaco dopo angioplastica è relativamente raro, quando si verifica è associato a un aumento significativo del rischio di morte e di altri problemi cardiaci importanti nei due anni successivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA