Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 27 persone con scompenso cardiaco lieve, tutte già in cura con un farmaco chiamato carvedilolo. Questi pazienti sono stati divisi in tre gruppi per ricevere per due mesi uno dei seguenti trattamenti:
- carvedilolo
- metoprololo tartrato
- metoprololo succinato
L'obiettivo era valutare come questi farmaci influenzassero la funzione dei vasi sanguigni, la pressione arteriosafrequenza cardiaca.
Cosa è stato misurato
Per capire come funzionavano i farmaci, sono stati controllati:
- la capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi, cioè di allargarsi per far passare meglio il sangue;
- il flusso di sangue nell’avambraccio, misurato con una tecnica chiamata pletismografia;
- la pressione arteriosa durante le 24 ore;
- la frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti del cuore al minuto.
Risultati principali
I risultati hanno mostrato che cambiare da carvedilolo a uno dei due tipi di metoprololo non ha modificato in modo significativo:
- la capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi;
- il flusso sanguigno nell’avambraccio;
- la pressione arteriosa durante il giorno;
- la frequenza cardiaca.
In altre parole, i tre farmaci beta bloccanti hanno effetti simili su questi aspetti importanti per il cuore e la circolazione.
In conclusione
Questo studio suggerisce che, per pazienti con scompenso cardiaco lieve, passare da carvedilolo a metoprololo tartrato o succinato non cambia in modo significativo la funzione dei vasi sanguigni, la pressione arteriosa o il battito del cuore. Quindi, la scelta tra questi farmaci può essere flessibile senza timore di peggiorare questi parametri.