Che cosa è stato studiato
La BPCO è una malattia polmonare che rende difficile respirare e spesso si presenta insieme all'insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non pompa il sangue in modo efficace. In questi pazienti, l'uso di beta bloccanti, farmaci che aiutano il cuore, può essere limitato perché possono influire sulla respirazione.
Uno studio ha confrontato due tipi di beta bloccanti: il bisoprololo e il carvedilolo, in 63 pazienti con entrambe le malattie. L'età media era di 73 anni e la maggior parte erano uomini.
Risultati principali
- La metà dei pazienti ha tollerato bene la dose prevista del farmaco.
- Il 30% ha avuto effetti indesiderati durante il trattamento, con più problemi nel gruppo che assumeva carvedilolo rispetto a quello con bisoprololo.
- In 8 pazienti il trattamento è stato interrotto.
- La funzione polmonare, misurata con il Volume Espiratorio Massimo al primo secondo (FEV1), è migliorata significativamente solo nel gruppo che assumeva bisoprololo.
- Entrambi i farmaci hanno aiutato a ridurre la frequenza cardiaca e i livelli di una sostanza nel sangue chiamata BNP, che indica lo stress sul cuore.
Cosa significa tutto questo
Il bisoprololo è un beta bloccante che agisce principalmente sul cuore (è selettivo per il recettore β1), mentre il carvedilolo agisce su più recettori. Questo potrebbe spiegare perché il bisoprololo ha migliorato la funzione polmonare e ha causato meno effetti indesiderati nei pazienti con BPCO.
In conclusione
Per le persone che hanno sia BPCO che insufficienza cardiaca, il bisoprololo può essere una scelta più sicura e più efficace rispetto al carvedilolo. Aiuta il cuore senza peggiorare la respirazione e provoca meno effetti indesiderati.