Che cos'è la trombosi di stent
La trombosi di stent è la formazione di un coagulo di sangue all'interno di uno stent, un piccolo tubicino metallico o medicato inserito nelle arterie coronarie per mantenerle aperte. Questo evento può causare gravi problemi cardiaci.
Lo studio ACUITY
Lo studio chiamato ACUITY trial ha coinvolto 7.162 pazienti con NSTEMI, una forma di infarto senza l'elevazione del tratto ST all'elettrocardiogramma. Tutti i pazienti avevano ricevuto uno stent durante un intervento coronarico percutaneo.
Risultati principali
- Entro 1 anno, la trombosi di stent si è verificata nel 2,2% dei pazienti.
- La trombosi è stata definita precoce se avvenuta entro 30 giorni (1,4%) e tardiva se avvenuta tra 30 giorni e 1 anno (0,8%).
- Non c'era differenza significativa tra stent medicati e stent di metallo nudo nella frequenza di trombosi.
- Il tipo di trattamento antitrombotico usato durante l'intervento non ha influenzato il rischio di trombosi.
Conseguenze della trombosi di stent
I pazienti che hanno avuto trombosi di stent avevano un rischio molto più alto di:
- Morte per cause cardiache (32,4% contro 2,9% senza trombosi).
- Nuovo infarto del miocardio (82,6% contro 7,6%).
- Necessità di ulteriori interventi per riaprire le arterie (79,6% contro 7,4%).
Fattori che aumentano il rischio di trombosi
Lo studio ha identificato alcuni fattori che aumentano la probabilità di trombosi entro un anno:
- Diabete mellito insulino-dipendente, cioè il diabete che richiede l'uso di insulina.
- Numero di vasi sanguigni malati, cioè quante arterie coronarie sono danneggiate.
- Deviazione del segmento ST ≥ 1 mm all'elettrocardiogramma, un segno di danno al cuore.
In conclusione
La trombosi di stent è un evento raro ma grave nei pazienti con NSTEMI, soprattutto nei primi 30 giorni dopo l'intervento. È associata a un aumento significativo del rischio di morte e di nuovi problemi cardiaci. Alcuni fattori come il diabete insulino-dipendente, la presenza di più arterie malate e particolari segni all'elettrocardiogramma aiutano a prevedere chi è più a rischio.