Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori svizzeri ha voluto capire se gli anziani con insufficienza cardiaca preferiscono vivere più a lungo anche con sintomi o se preferiscono una vita più breve ma senza disturbi. Hanno anche chiesto se desiderano essere rianimati in caso di emergenza.
Come è stato fatto lo studio
Lo studio ha coinvolto 622 pazienti di almeno 60 anni con insufficienza cardiaca, con un'età media di 77 anni. La maggior parte aveva sintomi importanti della malattia. I pazienti hanno risposto a un questionario che chiedeva se accettavano di vivere meno tempo per avere una vita senza sintomi e se volevano essere rianimati in caso di necessità. Le risposte sono state raccolte all'inizio, dopo 12 mesi e dopo 18 mesi.
Risultati principali
- Il 74% dei pazienti non voleva rinunciare a tempo di vita per una migliore qualità, cioè preferiva vivere più a lungo anche con sintomi.
- Questa preferenza è aumentata nel tempo, arrivando all'87% dopo 18 mesi.
- La volontà di rinunciare a tempo di vita per una migliore qualità era più comune nelle donne, nelle persone più anziane, in chi aveva meno attività fisica, più depressione, storia di gotta o gonfiore alle gambe.
- Questi fattori però non permettevano di prevedere con certezza le preferenze individuali.
- Riguardo alla rianimazione, il 51% voleva essere rianimato, il 39% no e il 10% era indeciso.
- Le scelte sulla rianimazione sono rimaste abbastanza stabili nel tempo.
- Le preferenze espresse non erano collegate alla gravità della malattia o alla prognosi.
Significato dei risultati
Contrariamente a quanto si pensava, molti anziani con insufficienza cardiaca preferiscono vivere più a lungo anche se con sintomi. Inoltre, circa metà di loro desidera essere rianimata se necessario. Queste informazioni possono aiutare i medici e le famiglie a rispettare meglio i desideri dei pazienti.
In conclusione
Gli anziani con insufficienza cardiaca tendono a preferire la durata della vita rispetto alla sola qualità, e circa metà desidera essere rianimata in caso di emergenza. Le loro preferenze sono personali e non sempre prevedibili in base alle condizioni cliniche.