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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/03/2024 Lettura: ~2 min

Inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone e funzione renale: amici o nemici?

Fonte
Congresso Conoscere e Curare il Cuore 2024.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1306 Sezione: 84

Introduzione

Gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAASi) sono farmaci importanti per chi ha problemi al cuore, in particolare lo scompenso cardiaco. A volte, durante una crisi acuta, questi farmaci possono far aumentare alcuni valori legati alla funzione dei reni, cosa che può preoccupare. È importante capire come comportarsi in questi casi per proteggere sia il cuore sia i reni.

Che cosa sono gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAASi)?

Questi farmaci agiscono su un sistema del nostro corpo che regola la pressione del sangue e l'equilibrio di acqua e sale. Sono molto utili per trattare lo scompenso cardiaco con frazione d'eiezione ridotta, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.

Perché si preoccupa la funzione renale durante l’uso di RAASi?

Durante una fase acuta di scompenso cardiaco, i valori che indicano la funzione dei reni, come la creatinina, possono aumentare. Questo può far temere un peggioramento dei reni. Tuttavia, questo aumento può essere un segno temporaneo legato alla decongestione del corpo, cioè alla riduzione del liquido in eccesso, e non un vero danno renale.

Come agiscono i farmaci RAASi in questa situazione?

  • Aiutano a ridurre la ritenzione di acqua e sale, che peggiora la congestione.
  • Favoriscono una più rapida eliminazione dei liquidi in eccesso, insieme ai diuretici.
  • Limitano l'attivazione di meccanismi che causano ritenzione di liquidi e peggiorano la funzione cardiaca e renale.

Cosa dicono le evidenze scientifiche?

Studi recenti mostrano che mantenere la terapia con RAASi anche durante la fase acuta dello scompenso cardiaco è associato a:

  • Un minor rischio di morte.
  • Una riduzione delle nuove ospedalizzazioni.
  • Nessun aumento del rischio di danno renale grave a lungo termine.

Quando non preoccuparsi dell’aumento della creatinina?

Se durante il trattamento la risposta diuretica (cioè la capacità di eliminare liquidi) è buona, l’aumento di creatinina può essere considerato un falso peggioramento della funzione renale dovuto alla riduzione della congestione.

In conclusione

Gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone sono farmaci importanti per il trattamento dello scompenso cardiaco. Anche se possono far aumentare temporaneamente alcuni valori legati ai reni, questo non significa necessariamente un danno renale. Mantenere questi farmaci durante le fasi acute, insieme ad altre terapie, può aiutare a migliorare la salute del cuore e ridurre i rischi futuri senza danneggiare i reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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