Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 16.000 persone per capire come i diversi valori della pressione arteriosa siano collegati al rischio di sviluppare l'insufficienza renale terminale (ESRD), una condizione grave in cui i reni smettono di funzionare.
Pressione arteriosa e rischio per i reni
- La pressione arteriosa sistolica (PAS) è il valore più alto nella misurazione della pressione e indica la forza del sangue quando il cuore batte.
- La pressione arteriosa diastolica (PAD) è il valore più basso e indica la pressione quando il cuore è a riposo tra un battito e l'altro.
- La pressione pulsatoria (PP) è la differenza tra PAS e PAD e riflette la rigidità delle arterie.
Risultati principali
- Una PAS di 140 mmHg o più è stata associata a un rischio più alto di insufficienza renale terminale.
- Rispetto a chi aveva una PAS sotto 130 mmHg, chi aveva PAS tra 140 e 149 mmHg aveva un rischio aumentato di circa 1,7 volte, mentre chi aveva PAS di 150 mmHg o più aveva un rischio più di 3 volte superiore.
- Una PAD di 90 mmHg o più aumentava anch’essa il rischio rispetto a valori più bassi.
- Una PP di almeno 80 mmHg era legata a un rischio più alto, ma questo effetto era meno evidente dopo aver considerato la PAS.
Ipotesi e osservazioni
Oltre un terzo delle persone nello studio aveva una pressione non controllata, soprattutto con valori alti della PAS (ipertensione sistolica isolata).
Questi dati suggeriscono che mantenere la PAS sotto 140 mmHg potrebbe essere importante per proteggere i reni e prevenire l’insufficienza renale terminale, più di quanto si pensasse finora con l’obiettivo di meno di 130 mmHg.
In conclusione
Controllare la pressione sistolica è fondamentale per ridurre il rischio di danni renali gravi. Valori di PAS sopra 140 mmHg aumentano significativamente il rischio di insufficienza renale terminale. Quindi, mantenere la pressione sotto questa soglia può aiutare a proteggere la salute dei reni.