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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/11/2025 Lettura: ~3 min

Nuove opzioni terapeutiche per l’ipertrigliceridemia severa

Fonte
Dati presentati al congresso AHA 2025 di New Orleans.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 15/11/2025

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Recenti studi presentati al congresso AHA 2025 hanno mostrato nuove possibilità di trattamento per chi soffre di ipertrigliceridemia severa, una condizione con livelli molto alti di trigliceridi nel sangue. Questi risultati sono promettenti per migliorare la salute e ridurre rischi importanti come la pancreatite e problemi cardiaci.

Che cos'è l'ipertrigliceridemia severa

L'ipertrigliceridemia severa indica un livello molto alto di trigliceridi nel sangue, tra 500 e 2.000 mg/dL. Questa condizione aumenta il rischio di pancreatite acuta (un'infiammazione del pancreas) e di problemi cardiovascolari e metabolici.

Nuove strategie terapeutiche presentate

Al congresso AHA 2025 sono state presentate due nuove opzioni di trattamento:

  • DR10624: un farmaco innovativo che agisce su tre recettori nel corpo per migliorare il metabolismo dei grassi, degli zuccheri e del fegato.
  • Olezarsen: una terapia che usa una molecola antisenso per ridurre una proteina chiamata apoC-III, importante nel controllo dei trigliceridi.

DR10624: risultati dello studio

In uno studio con 79 adulti con trigliceridi molto alti, DR10624 è stato somministrato tramite iniezione settimanale per 12 settimane. I risultati sono stati:

  • Riduzione dei trigliceridi superiore al 60% in tutti i gruppi trattati, con un massimo di circa 74,5% nel gruppo con dose più bassa.
  • Quasi il 90% dei pazienti trattati ha raggiunto valori di trigliceridi sotto i 500 mg/dL, contro circa un quarto nel gruppo placebo.
  • Diminuzione del grasso nel fegato di oltre il 60%, con miglioramenti anche nei livelli di colesterolo.

Questi risultati indicano un possibile beneficio non solo sui trigliceridi ma anche su altri aspetti legati al rischio di malattie.

Tuttavia, lo studio ha alcune limitazioni: un numero ridotto di partecipanti, durata breve e pazienti provenienti solo dalla Cina, quindi sono necessari ulteriori studi più ampi e diversificati.

Olezarsen: risultati degli studi CORE-TIMI 72a e 72b

Questi studi hanno coinvolto 1.061 pazienti con ipertrigliceridemia severa trattati con olezarsen o placebo per 12 mesi. I risultati principali sono:

  • Riduzioni importanti e costanti dei trigliceridi, fino al 70% in alcuni gruppi.
  • Diminuzione di apoC-III, colesterolo remnant e colesterolo non-HDL, che sono tipi di grassi nel sangue legati al rischio di malattie cardiache.
  • Significativa riduzione degli episodi di pancreatite acuta, con una diminuzione stimata intorno all'85% rispetto al placebo.

Questi dati rappresentano un importante passo avanti rispetto alle terapie tradizionali, che spesso non riescono a controllare bene i trigliceridi elevati e il rischio di pancreatite.

Implicazioni per la pratica clinica

Queste nuove terapie potrebbero permettere ai medici di gestire meglio l'ipertrigliceridemia severa, agendo in modo più mirato e profondo sui trigliceridi, sulle lipoproteine che aumentano il rischio di malattie cardiache, sul grasso nel fegato e sul rischio di pancreatite.

Attualmente, DR10624 e olezarsen sono ancora in fase di sviluppo e non sono parte degli standard di cura, ma rappresentano una prospettiva promettente per un trattamento più personalizzato e aggressivo, specialmente per chi ha forme familiari o ripetuti episodi di pancreatite.

In conclusione

Le nuove opzioni terapeutiche presentate al congresso AHA 2025 mostrano risultati promettenti per ridurre in modo significativo i trigliceridi e il rischio di complicanze gravi in chi soffre di ipertrigliceridemia severa. Questi trattamenti potrebbero migliorare la gestione della malattia in futuro, offrendo un aiuto più efficace rispetto alle terapie attuali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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