Chi è il paziente e quali sono i suoi problemi?
Il paziente è un uomo di 43 anni con una condizione rara: è nato con quattro reni e ha subito diversi interventi per problemi ai reni e agli ureteri (i tubi che portano l'urina dai reni alla vescica). È iperteso, cioè ha la pressione alta, e prende un farmaco chiamato ACE inibitore (Perindopril) per controllarla. La sua funzione renale è normale. Inoltre, soffre di reflusso gastro-esofageo, che significa che l'acido dello stomaco risale nell'esofago, e ha anche un'ernia iatale, una condizione in cui una parte dello stomaco sporge attraverso il diaframma.
I sintomi e le prime valutazioni
- Da tempo lamenta dispnea da sforzo, cioè difficoltà a respirare quando si impegna fisicamente.
- Ha cardiopalmo aritmico, cioè percepisce battiti cardiaci irregolari o accelerati.
- All'esame fisico il medico non trova nulla di anormale.
- La pressione arteriosa è alta (150/95 mmHg) e l'elettrocardiogramma (ECG) mostra qualche battito cardiaco extra, chiamato extrasistolia ventricolare, che è un battito prematuro originato dai ventricoli del cuore.
Per approfondire, il paziente viene sottoposto a un ecocardiogramma (un'ecografia del cuore), esami del sangue e un Holter ECG, che registra il ritmo cardiaco per 24 ore.
Scelte terapeutiche iniziali
Considerando che il paziente è iperteso, sedentario e presenta extrasistoli, si decide di aggiungere un beta bloccante (Nebivololo 5 mg al giorno) alla terapia già in corso con Perindopril. I beta bloccanti aiutano a ridurre la frequenza cardiaca e a controllare le aritmie.
Viene anche consigliata una dieta ricca di frutta e povera di sale, oltre a evitare caffè e bevande eccitanti.
Risultati degli esami strumentali
- Ecocardiogramma: non mostra alterazioni importanti nella struttura e funzione del cuore.
- Holter ECG: eseguito durante la terapia con beta bloccante, mostra un ritmo cardiaco regolare con frequenza media di 62 battiti al minuto e solo sporadiche extrasistoli ventricolari e sopraventricolari.
- Esami di laboratorio: senza particolari anomalie.
Situazione dopo l'inizio della nuova terapia
Il paziente riferisce un miglioramento nella difficoltà a respirare, ma continua a percepire qualche palpitazione. Approfondendo l'anamnesi, si scopre che i sintomi sono più frequenti dopo i pasti. Inoltre, presenta segni di dispepsia, cioè fastidi allo stomaco come senso di gonfiore precoce, frequenti eruttazioni e acidità.
La pressione arteriosa è ora ben controllata.
Come procedere?
Dato che i sintomi sono legati anche al reflusso gastro-esofageo, la scelta più indicata è iniziare una terapia antisecretiva, cioè un trattamento che riduce la produzione di acido nello stomaco per alleviare i disturbi digestivi.
In conclusione
In questo caso, un uomo con problemi renali congeniti, ipertensione e reflusso gastro-esofageo ha manifestato difficoltà respiratorie e palpitazioni. Dopo aver aggiustato la terapia per la pressione e il ritmo cardiaco, è stato importante riconoscere che i sintomi erano anche legati al reflusso. Perciò, oltre a controllare la pressione e il cuore, è utile trattare il reflusso per migliorare la qualità della vita del paziente.