Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha osservato 1.385 persone senza malattie cardiache o diabete per circa 13 anni. Hanno controllato i classici fattori di rischio, come la pressione alta, e anche altri segnali meno comuni di danni agli organi, chiamati danno d’organo subclinico (SOD). Questi includono:
- La pressione arteriosa misurata per 24 ore (monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa, AMBP)
- La velocità con cui il sangue scorre nelle arterie (velocità pulsimetrica, PWV)
- La presenza di proteine nelle urine (rapporto albuminuria/creatinina, UACR)
- La massa del muscolo del cuore sinistro (indice di massa ventricolare sinistra, LVMI)
- La presenza di placche nelle arterie del collo (placche carotidee)
Cosa è stato osservato
Durante il periodo di osservazione, 119 persone hanno avuto eventi gravi come infarti, ictus o sono morte per problemi cardiaci. La presenza di questi segni di danno d’organo e di una pressione arteriosa alta nascosta (ipertensione mascherata) ha aumentato significativamente il rischio di problemi cardiaci.
In particolare, aggiungendo questi nuovi segnali ai tradizionali fattori di rischio, i medici sono riusciti a prevedere meglio chi avrebbe avuto problemi al cuore. La capacità di previsione è migliorata, aiutando a identificare più accuratamente le persone a rischio.
Perché è importante
Questi risultati mostrano che valutare anche i fattori di rischio non convenzionali può essere un aiuto prezioso per capire meglio la salute del cuore, soprattutto in chi sembra sano. Questo può contribuire a una prevenzione più efficace.
In conclusione
Oltre ai classici fattori di rischio, alcuni segnali precoci di danno agli organi aiutano a prevedere meglio il rischio di malattie cardiache. Valutare questi aspetti può migliorare la prevenzione e la cura, anche in persone senza sintomi evidenti.