CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 21/03/2012 Lettura: ~4 min

REAl target

Fonte
Claudio Borghi, Dipartimento di Medicina Interna dell’Invecchiamento e Malattie Renali, Università di Bologna; Stefano Taddei, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1062 Sezione: 3

Introduzione

Controllare la pressione arteriosa entro i valori raccomandati è spesso una sfida nella pratica medica. Questo testo spiega in modo semplice perché è difficile raggiungere i valori ideali e come si usano i farmaci per gestire l'ipertensione in modo efficace e sicuro.

Perché è difficile raggiungere i valori pressori target?

Le Linee Guida mediche suggeriscono di mantenere la pressione arteriosa sotto i 130/80 mmHg in molte situazioni, più bassa rispetto al valore tradizionale di 140/90 mmHg. Tuttavia, nella pratica quotidiana, riuscire a raggiungere questi livelli è complicato. In Italia, meno del 40% dei pazienti ipertesi riesce a mantenere la pressione sotto 140/90 mmHg. Ridurre la pressione sistolica (il numero più alto) è particolarmente difficile. Negli studi clinici, solo circa la metà dei pazienti raggiunge questo valore. Nei pazienti con diabete, per i quali le Linee Guida consigliano valori ancora più bassi, la situazione è ancora più complessa e raramente si riesce a scendere sotto i 130 mmHg di pressione sistolica.

L'importanza del dosaggio e della durata d'azione dei farmaci

Ogni farmaco per l'ipertensione ha caratteristiche diverse, come la potenza e la durata dell'effetto. Questi aspetti sono fondamentali per un uso corretto:

  • Alcuni farmaci, come i diuretici, i beta-bloccanti, gli alfa1-antagonisti e i calcio-antagonisti, mostrano un aumento dell'effetto se si aumenta la dose.
  • Altri, come gli ACE-inibitori e gli AT1-antagonisti, hanno un effetto che non aumenta con la dose, ma dura più a lungo se la dose è maggiore.

Perciò, non è utile iniziare con dosi basse di ACE-inibitori o AT1-antagonisti pensando di ridurre l'effetto, perché si riduce solo la durata, non la potenza. Invece, è sensato partire con dosi basse di farmaci come i diuretici o i calcio-antagonisti, che rispondono bene all'aumento di dose.

È importante ricordare che gli effetti collaterali spesso aumentano con la dose, come il gonfiore alle caviglie con i calcio-antagonisti o i cambiamenti nei livelli di potassio con i diuretici. Quindi, aumentare la dose può migliorare il controllo della pressione, ma può anche causare più effetti indesiderati.

Quando e come assumere i farmaci antipertensivi

Non esiste un orario fisso per assumere questi farmaci, ma è importante prenderli sempre alla stessa ora per mantenere un effetto costante per 24 ore. Alcuni consigli pratici sono:

  • I diuretici e i calcio-antagonisti si assumono preferibilmente al mattino per evitare di dover urinare durante la notte.
  • Gli alfa1-antagonisti si prendono meglio alla sera per ridurre il rischio di abbassamento della pressione quando ci si alza.

Quando si usano più farmaci insieme, è preferibile assumerli nello stesso momento per semplificare la terapia, a condizione che abbiano una durata d'azione sufficiente a coprire l'intera giornata.

Terapia di associazione: quando e come usarla

Se un solo farmaco non basta a controllare la pressione, si usano due o più farmaci insieme. Questo aiuta circa il 75-80% dei pazienti con ipertensione lieve o moderata. Alcuni punti importanti sono:

  • Le combinazioni devono unire farmaci con meccanismi diversi e complementari per aumentare l'efficacia.
  • Non si devono associare farmaci della stessa classe o con effetti simili, perché non migliorano il risultato e possono aumentare gli effetti collaterali.
  • Non si devono usare insieme farmaci che si annullano a vicenda, come un alfa1-antagonista con un farmaco che stimola il sistema nervoso simpatico.

Alcune associazioni non solo migliorano il controllo della pressione, ma riducono anche gli effetti collaterali di ogni singolo farmaco. Per esempio, gli ACE-inibitori possono ridurre il gonfiore causato dai calcio-antagonisti, e i calcio-antagonisti possono diminuire la tosse causata dagli ACE-inibitori.

Studi importanti hanno mostrato che l'associazione tra ACE-inibitore e calcio-antagonista è più efficace e sicura rispetto ad altre combinazioni, come quella tra beta-bloccante e diuretico o tra ACE-inibitore e diuretico. Questi risultati suggeriscono che questa combinazione potrebbe essere la prima scelta nel trattamento dell'ipertensione.

In conclusione

Raggiungere i valori di pressione arteriosa raccomandati è spesso difficile, soprattutto per la pressione sistolica e nei pazienti con diabete. La scelta e il dosaggio dei farmaci devono essere fatti con attenzione, tenendo conto della loro potenza, durata d'azione e possibili effetti collaterali. La terapia di associazione, usando farmaci con meccanismi diversi e compatibili, migliora l'efficacia e può ridurre gli effetti indesiderati. Tra le combinazioni più efficaci e sicure c'è quella tra ACE-inibitori e calcio-antagonisti, che può essere considerata una scelta preferenziale nel trattamento dell'ipertensione.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA