Che cosa significa la malattia coronarica e i marcatori di rischio
La malattia coronarica è un problema del cuore causato da un restringimento o blocco delle arterie che lo nutrono. Per capire chi rischia di svilupparla, i medici usano dei marcatori di rischio, cioè fattori o esami che indicano la probabilità di ammalarsi.
Lo studio e i partecipanti
Lo studio ha coinvolto 5.933 persone senza sintomi di malattia coronarica, con un'età media di circa 69 anni. Sono stati analizzati sia i fattori di rischio tradizionali che si usano normalmente, sia alcuni nuovi marcatori che potrebbero aiutare a migliorare la previsione del rischio.
Fattori di rischio tradizionali considerati
- Età e sesso
- Pressione arteriosa alta e suo trattamento
- Colesterolo totale e colesterolo buono (HDL)
- Fumo
- Diabete
Nuovi marcatori di rischio esaminati
- Livelli di alcune sostanze nel sangue, come il frammento N-terminale del pro-ormone B di peptide natriuretico
- Fattore di von Willebrand (una proteina che aiuta la coagulazione)
- Fibrinogeno (altro fattore della coagulazione)
- Insufficienza renale cronica (problemi ai reni)
- Conta leucocitaria (numero di globuli bianchi)
- Proteina C-reattiva (segno di infiammazione)
- Omocisteina e acido urico (sostanze nel sangue legate a problemi vascolari)
- Calcio coronarico (CAC), che indica la quantità di calcio nelle arterie del cuore
- Spessore della parete della carotide (arteria del collo)
- Malattia arteriosa periferica (problemi di circolazione nelle gambe)
- Velocità dell'onda sfigmica (misura della rigidità delle arterie)
Risultati principali
L'aggiunta del punteggio del calcio coronarico (CAC) al metodo tradizionale di valutazione del rischio (chiamato punteggio di rischio Framingham) ha migliorato significativamente la capacità di prevedere chi svilupperà malattia coronarica. In particolare, questo miglioramento è stato più evidente nelle persone con rischio intermedio secondo il metodo tradizionale.
Anche i livelli del frammento N-terminale del pro-ormone B di peptide natriuretico hanno aiutato a migliorare la previsione, ma in misura minore rispetto al calcio coronarico.
Gli altri nuovi marcatori hanno mostrato solo miglioramenti piccoli o marginali nella previsione del rischio.
In conclusione
Tra i diversi nuovi esami studiati, il calcio nelle arterie del cuore è risultato il marcatore più utile per migliorare la previsione del rischio di malattia coronarica rispetto ai metodi tradizionali. Alcuni altri marcatori possono aiutare, ma con un beneficio più limitato.