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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/05/2012 Lettura: ~4 min

La gestione non farmacologica dell’ipertensione arteriosa

Fonte
Pierpaolo Confessore, UO Cardiologia Interventistica, AO S.Camillo Forlanini - Roma

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1074 Sezione: 5

Introduzione

L’ipertensione arteriosa è una condizione comune che aumenta il rischio di problemi al cuore e al cervello. Oltre ai farmaci, esistono modi naturali e tecniche speciali per aiutare a controllare la pressione alta. Questo testo spiega in modo semplice come modificare lo stile di vita e quali nuove procedure mediche possono essere utili, soprattutto quando i farmaci da soli non bastano.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa significa avere la pressione del sangue nelle arterie più alta del normale, cioè pari o superiore a 140/90 mmHg. Questo aumenta il rischio di avere problemi al cuore e al cervello.

Le linee guida raccomandano di mantenere la pressione sotto 140/90 mmHg per chi non ha il diabete e sotto 130/80 mmHg per chi ha il diabete. Tuttavia, spesso questi obiettivi non vengono raggiunti per vari motivi, come la difficoltà a seguire la terapia o iniziare i farmaci troppo tardi.

La pre-ipertensione e l’importanza dello stile di vita

La pre-ipertensione è una condizione in cui la pressione è leggermente alta ma non ancora da considerare ipertensione vera e propria (valori tra 130-139 mmHg per la pressione sistolica e 85-89 mmHg per quella diastolica). Chi ha la pre-ipertensione ha comunque un rischio maggiore di sviluppare ipertensione e problemi cardiovascolari.

In questa fase, modificare lo stile di vita può essere molto efficace per prevenire l’aumento della pressione.

Modifiche dello stile di vita consigliate

  • Perdere peso: una riduzione di 10 kg può abbassare la pressione sistolica di 5-20 mmHg.
  • Aumentare l’attività fisica: muoversi regolarmente aiuta a mantenere la pressione sotto controllo.
  • Mangiare più frutta e verdura: seguire una dieta ricca di questi alimenti è utile.
  • Ridurre il consumo di sale (sodio): meno di 6 grammi al giorno può abbassare la pressione di 2-8 mmHg, anche se in Italia si consuma mediamente il doppio.
  • Limitare l’alcool: bere troppo può aumentare la pressione.

Un esempio di dieta raccomandata è la dieta DASH, simile alla dieta mediterranea, che privilegia alimenti a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, con molta frutta, verdura e latticini magri, e riduce il sale aumentando il potassio.

Ipertensione resistente e trattamenti non farmacologici

L’ipertensione resistente è quella che non si controlla nonostante l’uso di tre farmaci diversi, tra cui un diuretico. Prima di considerare altri trattamenti, è importante escludere cause specifiche e assicurarsi che i farmaci siano usati correttamente.

Fattori che possono favorire questa forma sono l’età avanzata, il diabete, problemi ai reni, obesità e altre condizioni.

Stimolazione barocettoriale

Il corpo regola la pressione anche grazie a sensori chiamati barocettori, che si trovano nelle arterie del collo. Stimolando questi sensori si può ridurre la pressione, la frequenza cardiaca e la resistenza dei vasi sanguigni.

Esistono dispositivi impiantabili simili a pacemaker che stimolano elettricamente questi barocettori per aiutare a controllare l’ipertensione resistente. I dispositivi di seconda generazione sono più piccoli, più semplici da impiantare e hanno una batteria che dura fino a 4 anni.

Gli effetti collaterali sono rari, ma possono includere problemi nel punto di impianto e la necessità di sostituire la batteria dopo qualche anno.

Denervazione dell’arteria renale

Un’altra tecnica innovativa riguarda i nervi che controllano i reni, che contribuiscono ad aumentare la pressione quando sono troppo attivi.

Con una procedura chiamata denervazione renale, si usa un catetere per inviare radiofrequenze che disattivano questi nervi, riducendo così la pressione. L’intervento si fa in anestesia locale, inserendo il catetere attraverso un’arteria nella gamba e lavorando sulle arterie renali.

Questa procedura è fatta su entrambe le arterie renali e può migliorare significativamente la pressione arteriosa in pazienti con ipertensione resistente.

Le complicanze sono rare ma possono includere danni all’arteria renale. Non è adatta a chi ha alterazioni anatomiche delle arterie renali come placche o aneurismi.

Anche dopo questa procedura, è importante continuare la terapia farmacologica, anche se a volte si può ridurre la dose dei farmaci.

In conclusione

L’ipertensione arteriosa è una condizione che può essere gestita non solo con i farmaci, ma anche con cambiamenti nello stile di vita e con nuove tecniche mediche. Per chi ha la pressione alta o pre-ipertensione, perdere peso, mangiare sano, fare attività fisica e ridurre il sale sono passi fondamentali.

Nei casi più difficili, come l’ipertensione resistente, esistono procedure innovative come la stimolazione barocettoriale e la denervazione renale che possono aiutare a migliorare il controllo della pressione.

È sempre importante seguire le indicazioni del medico e continuare le terapie prescritte.

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