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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/05/2012 Lettura: ~2 min

L’uso dell’aspirina per prevenire l’embolia polmonare ricorrente

Fonte
N Engl J Med 2012; 366:1959-1967.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Se hai avuto un episodio di tromboembolia venosa, è importante sapere come ridurre il rischio che si ripeta. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha valutato l’efficacia dell’aspirina nella prevenzione di nuovi episodi, offrendo informazioni utili e rassicuranti.

Che cos’è la tromboembolia venosa e perché è importante prevenirla

La tromboembolia venosa è una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene, che possono spostarsi e causare problemi seri come l’embolia polmonare. Dopo un primo episodio, alcune persone possono avere una recidiva, cioè un nuovo episodio simile.

Il problema della recidiva e i trattamenti disponibili

Circa il 20% delle persone che hanno avuto una tromboembolia senza cause chiare possono avere un nuovo episodio entro due anni dopo aver interrotto la terapia con farmaci anticoagulanti (che aiutano a prevenire i coaguli). Prolungare l’uso di questi farmaci riduce il rischio di recidive, ma aumenta anche il rischio di sanguinamenti importanti.

Lo studio sull’aspirina

Uno studio ha valutato se l’aspirina, un farmaco più semplice e generalmente ben tollerato, può aiutare a prevenire nuove tromboembolie dopo aver terminato la terapia anticoagulante. Lo studio ha coinvolto pazienti che avevano già ricevuto da 6 a 18 mesi di anticoagulanti.

Come è stato condotto lo studio

  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto aspirina (100 mg al giorno), l’altro un placebo (una pillola senza principio attivo).
  • Il trattamento è durato circa 2 anni.
  • Si è valutata la comparsa di nuovi episodi di tromboembolia e la presenza di sanguinamenti importanti.

I risultati principali

  • Nel gruppo che ha preso aspirina, il rischio di recidiva è stato più basso (6,6% all’anno) rispetto al gruppo con placebo (11,2% all’anno).
  • Durante quasi 24 mesi di trattamento, 23 pazienti con aspirina e 39 con placebo hanno avuto una nuova tromboembolia.
  • Il rischio di sanguinamenti importanti è stato molto simile nei due gruppi, con un solo episodio grave in ciascuno.
  • Gli effetti collaterali sono stati simili e non preoccupanti.

In conclusione

L’aspirina può ridurre il rischio di nuovi episodi di tromboembolia venosa in persone che hanno già avuto un evento e che hanno terminato la terapia anticoagulante. Inoltre, non sembra aumentare il rischio di sanguinamenti gravi. Questi risultati suggeriscono che l’aspirina può essere una scelta utile per la prevenzione a lungo termine, sempre sotto controllo medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

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