Che cosa è stato studiato
La ricerca ha esaminato pazienti con scompenso cardiaco e vari livelli di funzione renale, cioè la capacità dei reni di filtrare il sangue. Per valutare il rischio renale, è stata usata una classificazione chiamata KDIGO, che considera due parametri:
- la velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR), che indica quanto bene i reni filtrano il sangue;
- la quantità di albumina nelle urine rispetto alla creatinina (UACR), un segno di danno renale.
I pazienti sono stati divisi in tre gruppi di rischio: basso, moderato e alto o altissimo.
Cosa è stato confrontato
Lo studio ha analizzato i dati di 1910 pazienti presi dal trial PARADIGM-HF, che aveva già confrontato il sacubitril/valsartan con un altro farmaco chiamato enalapril. L'obiettivo principale era valutare la combinazione di due eventi importanti:
- morte per cause cardiache;
- ricovero in ospedale per scompenso cardiaco.
Inoltre, è stato considerato un obiettivo legato alla funzione renale: una riduzione significativa della capacità di filtrazione dei reni o l'arrivo alla malattia renale terminale.
Risultati principali
- Il 42% dei pazienti aveva un rischio renale basso, il 32% moderato e il 26% alto o altissimo.
- I pazienti con rischio renale più elevato avevano più probabilità di avere eventi cardiaci gravi.
- Il sacubitril/valsartan ha mostrato un effetto positivo simile in tutti i gruppi di rischio, riducendo sia gli eventi cardiaci sia quelli renali.
- Il farmaco è risultato sicuro anche in pazienti con problemi renali.
Perché è importante
Circa un paziente su quattro con scompenso cardiaco e ridotta funzione del cuore presenta anche un rischio elevato di problemi renali. Questi pazienti hanno maggiori probabilità di eventi cardiaci gravi. Il sacubitril/valsartan si è dimostrato efficace e sicuro indipendentemente dal livello di rischio renale, suggerendo che può essere una scelta terapeutica valida anche in presenza di malattia renale cronica.
In conclusione
Il sacubitril/valsartan aiuta a ridurre il rischio di morte cardiaca e ospedalizzazione per scompenso in pazienti con diversi livelli di funzione renale. Il farmaco è sicuro e utile anche in chi ha problemi ai reni, offrendo un beneficio importante per la gestione dello scompenso cardiaco.