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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/08/2012 Lettura: ~3 min

Dispositivi Cardiaci Impiantabili attivi e Risonanza Magnetica: dalla teoria alla pratica

Fonte
Documento condiviso dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), Associazioni Scientifiche italiane e produttori di dispositivi cardiaci impiantabili, presentato al convegno del 22 giugno presso l'ISS a Roma.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Federico Turreni Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica molto utile, ma per chi ha dispositivi cardiaci impiantabili come pacemaker (PMK) o defibrillatori (ICD) ci sono state delle limitazioni importanti. Recentemente, grazie a nuovi dispositivi e a una collaborazione tra esperti, si sta lavorando per rendere più sicura e possibile la RM anche per questi pazienti. In questo testo spieghiamo cosa significa tutto questo in modo semplice e chiaro.

Che cosa sono i dispositivi cardiaci impiantabili e la risonanza magnetica

I pacemaker (PMK) e i defibrillatori (ICD) sono dispositivi medici impiantati nel corpo per aiutare il cuore a funzionare correttamente. La risonanza magnetica (RM) è un esame che usa campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate del corpo, molto utile per diagnosticare molte malattie.

Il problema storico tra RM e dispositivi cardiaci

In passato, la legge italiana vietava di fare RM a chi aveva PMK o ICD, perché i campi magnetici potevano danneggiare i dispositivi o causare problemi al paziente. Questo divieto si basava su esperienze di incidenti accaduti negli anni '80. Tuttavia, questa legge è ormai vecchia e non tiene conto dei progressi tecnologici.

Come la RM può influire sui dispositivi cardiaci

La RM può interferire con i dispositivi per tre motivi principali:

  • Effetto magnetico statico: il campo magnetico può spostare o danneggiare i dispositivi o i fili collegati al cuore.
  • Variazioni di campo magnetico a bassa frequenza (campi di gradiente): possono causare malfunzionamenti temporanei, come stimolazioni errate o interruzioni del funzionamento.
  • Variazioni di campo magnetico ad alta frequenza (radiofrequenza): possono riscaldare i tessuti vicino ai fili del dispositivo, potenzialmente causando danni.

Le soluzioni tecnologiche attuali

Le aziende produttrici hanno sviluppato dispositivi e fili fatti con materiali speciali, come il titanio, e programmi specifici che riducono i rischi durante la RM. Questi nuovi dispositivi sono chiamati "RM conditional", cioè sicuri per la RM solo se si seguono alcune condizioni precise indicate nel manuale d'uso.

Condizioni per una RM sicura con dispositivi "RM conditional"

  • Verificare sempre le istruzioni specifiche del dispositivo impiantato.
  • Collaborare con radiologi, tecnici, ingegneri clinici e altri esperti per garantire la sicurezza durante l'esame.
  • Monitorare attentamente il paziente durante la RM.
  • Assicurarsi che il dispositivo sia programmato correttamente prima e dopo l'esame.

Importanza del diritto alla salute e dell'aggiornamento normativo

Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione Italiana. Non usare dispositivi compatibili con la RM quando disponibili può limitare l'accesso a esami diagnostici importanti. Per questo molti ospedali hanno iniziato a utilizzare regolarmente dispositivi "RM conditional". È importante aggiornare le leggi per riflettere queste novità e superare i timori legati alla RM nei pazienti con dispositivi cardiaci.

Situazioni particolari

Alcuni pazienti hanno dispositivi più vecchi, non compatibili con la RM. In casi urgenti, come gravi malattie tumorali, può essere necessario fare la RM anche con rischi calcolati. In questi casi, la scelta deve essere condivisa con il paziente e la famiglia, valutando attentamente i benefici e i rischi.

In conclusione

Oggi la risonanza magnetica può essere eseguita in sicurezza anche in pazienti con pacemaker e defibrillatori, purché si utilizzino dispositivi "RM conditional" e si rispettino le condizioni indicate. Questo rappresenta un importante progresso per la diagnosi e la cura, che richiede collaborazione tra medici, tecnici e pazienti, e un aggiornamento delle norme per garantire la massima sicurezza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Federico Turreni

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