Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 1.420 persone di tre gruppi etnici: olandesi, africani del Suriname e asiatici del Sud del Suriname. Tutti avevano un'età tra 35 e 60 anni. Sono stati misurati i livelli di vitamina D nel sangue e la pressione arteriosa, sia la pressione sistolica (SBP, il valore più alto) che la diastolica (DBP, il valore più basso).
Risultati principali
- Gli asiatici del Sud del Suriname avevano una pressione sistolica più alta di 5,6 mmHg e una diastolica più alta di 4,9 mmHg rispetto agli olandesi.
- Gli africani del Suriname avevano una pressione sistolica più alta di 8,9 mmHg e una diastolica più alta di 6,8 mmHg rispetto agli olandesi.
- Le differenze nella pressione arteriosa sono state parzialmente spiegate dai livelli più bassi di vitamina D in questi gruppi.
- In particolare, la vitamina D ha contribuito a spiegare il 14% della differenza nella pressione sistolica e il 6% in quella diastolica negli asiatici, e il 7% e 4% rispettivamente negli africani.
- Le probabilità di avere ipertensione erano circa 2,2 volte più alte negli asiatici e 3,3 volte più alte negli africani rispetto agli olandesi.
- La vitamina D è stata collegata a circa il 25% delle variazioni nella pressione sistolica e al 17% in quella diastolica, influenzando quindi il rischio di ipertensione.
Cosa significa
Questi dati indicano che livelli più bassi di vitamina D possono contribuire a una pressione arteriosa più alta e a un rischio maggiore di ipertensione in alcune popolazioni. Tuttavia, anche considerando la vitamina D, rimangono differenze significative tra i gruppi etnici, suggerendo che altri fattori possono influenzare la pressione del sangue e il rischio cardiovascolare.
In conclusione
La vitamina D sembra avere un ruolo importante nel spiegare parte delle differenze di pressione arteriosa e ipertensione tra diverse etnie. Tuttavia, non è l'unico fattore coinvolto, e le differenze di rischio tra gruppi rimangono anche dopo aver considerato i livelli di vitamina D.