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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/09/2012 Lettura: ~2 min

Studio RIFLE-STEACS: confronto tra accesso radiale e femorale nei pazienti con infarto con sopraslivellamento del tratto ST

Fonte
J Am Coll Cardiol. 2012 Jul 27.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Flavia Belloni Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Questo studio ha confrontato due modi diversi per accedere ai vasi sanguigni durante un intervento urgente in pazienti con un tipo specifico di infarto cardiaco. L'obiettivo era capire quale metodo fosse più sicuro e benefico per i pazienti.

Che cosa significa lo studio RIFLE-STEACS

Lo studio ha valutato due tipi di accesso per trattare pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (chiamato STEMI), una grave forma di infarto. I due modi di accedere ai vasi sanguigni sono:

  • Accesso radiale: attraverso l'arteria del polso.
  • Accesso femorale: attraverso l'arteria nella zona dell'inguine.

Il trattamento consiste in una procedura chiamata angioplastica primaria, che serve a riaprire le arterie bloccate.

Perché è importante il tipo di accesso

Nei pazienti con infarto, il sanguinamento può peggiorare la prognosi. Le complicazioni legate al punto di accesso, come sanguinamenti o ematomi, sono tra le cause principali di problemi dopo l'intervento, soprattutto quando si usa l'accesso femorale.

Come è stato condotto lo studio

  • Lo studio è stato fatto in 4 centri con molta esperienza.
  • Tra il 2009 e il 2011, sono stati inclusi 1.001 pazienti con STEMI.
  • Metà dei pazienti è stata trattata con accesso radiale (500), l'altra metà con accesso femorale (501).
  • Si è valutato il numero di eventi avversi entro 30 giorni, come morte cardiaca, ictus, nuovo infarto, necessità di un nuovo intervento e sanguinamento.

Risultati principali

  • Il gruppo con accesso radiale ha avuto meno eventi avversi: 13,6% contro 21,0% nel gruppo femorale.
  • La mortalità cardiaca è stata più bassa nel gruppo radiale (5,2%) rispetto al femorale (9,2%).
  • Il sanguinamento è stato meno frequente con l'accesso radiale (7,8% vs 12,2%).
  • I pazienti con accesso radiale hanno avuto una degenza ospedaliera più breve (5 giorni in media) rispetto a quelli con accesso femorale (6 giorni).

Conclusioni dello studio

L'accesso radiale per il trattamento dell'infarto STEMI è associato a migliori risultati clinici, con meno complicazioni e una mortalità più bassa. Per questo motivo, l'accesso radiale dovrebbe essere preferito come metodo standard in questi pazienti.

In conclusione

Lo studio RIFLE-STEACS mostra che, nei pazienti con infarto grave, utilizzare l'arteria del polso (accesso radiale) per eseguire l'intervento è più sicuro e porta a risultati migliori rispetto all'accesso tradizionale dall'inguine (accesso femorale). Questo approccio riduce il rischio di sanguinamento, la mortalità e la durata della degenza ospedaliera.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Flavia Belloni

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