Che cosa è stato studiato
Lo studio ha osservato bambini e adolescenti tra i 3 e i 18 anni che avevano ricevuto per la prima volta una diagnosi di disturbo mentale trattabile con stimolanti, come il disturbo da deficit di attenzione. Questi bambini sono stati seguiti fino al loro 19° compleanno.
Chi è stato incluso e chi escluso
- Erano esclusi i bambini con trapianto, che facevano dialisi o con problemi di abuso di sostanze.
- I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: a basso rischio e ad alto rischio cardiaco (per esempio, con malattie cardiache congenite).
Cosa si è misurato
Lo studio ha valutato eventi gravi come:
- ricovero in ospedale per più di 30 giorni,
- ictus (problema al cervello causato da un blocco o rottura di un vaso sanguigno),
- infarto miocardico acuto (problema al cuore causato da mancanza di sangue),
- morte improvvisa di origine cardiaca,
- aritmie ventricolari (battiti cardiaci irregolari e pericolosi).
Risultati principali
- Si sono verificati 66 eventi gravi durante il periodo di osservazione.
- Il rischio di questi eventi nei bambini che assumevano stimolanti non era significativamente più alto rispetto a chi non li assumeva.
- Per i bambini ad alto rischio cardiaco, il numero di eventi era maggiore, ma l'uso degli stimolanti non ha aumentato ulteriormente questo rischio in modo significativo.
- I risultati sono stati simili anche considerando le aritmie ventricolari.
In conclusione
Il trattamento con stimolanti del sistema nervoso centrale nei bambini e adolescenti non sembra aumentare a breve termine il rischio di eventi cardiaci gravi. Questo significa che, sotto controllo medico, questi farmaci possono essere considerati sicuri dal punto di vista del cuore per i bambini che ne hanno bisogno.