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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/05/2024 Lettura: ~3 min

Il cuore ha un cervello: implicazioni cliniche e terapeutiche

Fonte
Francesco Gentile, Centro di ricerca interdisciplinare Health Science, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1311 Sezione: 2

Introduzione

Il cuore non funziona solo come una pompa, ma è strettamente collegato al sistema nervoso autonomo, che regola molte delle sue funzioni. Questo legame è importante sia nella salute che nelle malattie cardiache. Negli ultimi anni, la ricerca ha esplorato come modulare questo sistema nervoso per migliorare il trattamento di diverse condizioni cardiache. In questo testo spieghiamo in modo semplice le scoperte e le prospettive emerse durante un recente congresso di cardiologia.

Il ruolo del sistema nervoso autonomo nel cuore

Il sistema nervoso autonomo controlla molte funzioni del cuore senza che ce ne accorgiamo. In condizioni normali, mantiene il cuore in equilibrio. Ma quando il cuore è malato, questo controllo può alterarsi e contribuire a problemi come aritmie (battiti irregolari) o peggioramento della funzione cardiaca.

In particolare:

  • Un aumento dell'attività del sistema nervoso simpatico (che accelera il cuore) e una diminuzione dell'attività del sistema nervoso parasimpatico (che lo rallenta) sono spesso presenti in pazienti con insufficienza cardiaca o aritmie pericolose.
  • Al contrario, un aumento dell'attività parasimpatica può causare rallentamenti e svenimenti in alcune condizioni, come la sincope neurogena.

Neuromodulazione: una nuova frontiera terapeutica

La neuromodulazione è una tecnica che mira a modificare l'attività del sistema nervoso per migliorare la salute del cuore. Negli ultimi anni, sono state studiate diverse strategie per agire su questo sistema:

  • Stimolazione del nervo vago (VNS): si tratta di un dispositivo impiantabile che stimola il nervo vago per aumentare la sua attività. Anche se i primi studi erano promettenti, i risultati più recenti non hanno mostrato benefici chiari nei pazienti con insufficienza cardiaca. Per questo si sta valutando una stimolazione meno invasiva, attraverso la pelle, che potrebbe essere più semplice e sicura.
  • Stimolazione del baroriflesso (BAT): questa tecnica mira a migliorare la sensibilità di un meccanismo naturale che regola la pressione sanguigna. Ha mostrato miglioramenti nei sintomi e nella qualità della vita nei pazienti con insufficienza cardiaca, anche se richiede l'impianto di un dispositivo.

Altre tecniche, come la stimolazione farmacologica o l'inibizione del sistema simpatico tramite ablazione o chirurgia, sono ancora in fase di studio e non hanno risultati definitivi.

Applicazioni nelle aritmie ventricolari

Le aritmie ventricolari sono battiti irregolari che possono essere pericolosi. Il sistema nervoso autonomo è coinvolto nella loro comparsa:

  • I beta-bloccanti, farmaci che riducono l'attività del sistema simpatico, sono il trattamento di base.
  • In casi difficili, si può usare il blocco del ganglio stellato, una tecnica che riduce temporaneamente l'attività nervosa con un anestetico, dimostrata efficace e con pochi effetti collaterali.
  • La denervazione chirurgica, ovvero l'intervento per rimuovere parte del sistema nervoso simpatico, è riservata a casi molto selezionati e potrebbe aiutare a evitare l'impianto di dispositivi come il defibrillatore.

Bradiaritmie e sincope neuromediata

Per le bradiaritmie (battiti troppo lenti) e la sincope neuromediata (svenimenti causati da un'eccessiva attività vagale), è stata proposta l'ablazione transcatetere dei gangli nervosi parasimpatici del cuore. Questa tecnica può ridurre gli episodi di svenimento nel breve termine.

Tuttavia, ci sono alcune preoccupazioni:

  • La possibilità che i nervi si rigenerino e che i sintomi tornino.
  • Il ruolo protettivo dell'attività vagale contro aritmie gravi, che potrebbe essere compromesso da questa procedura.

Per questi motivi, sono necessari ulteriori studi prima di adottare questa tecnica nella pratica clinica quotidiana.

In conclusione

Il cuore è strettamente collegato al sistema nervoso autonomo, che ne regola molte funzioni importanti. Le alterazioni di questo sistema sono coinvolte in diverse malattie cardiache. La neuromodulazione, cioè la possibilità di modificare l'attività nervosa, rappresenta una promettente area di ricerca e trattamento, anche se molte tecniche sono ancora in fase di studio. È importante continuare a valutare con attenzione i benefici e i rischi prima di applicare queste terapie nella pratica quotidiana.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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