Che cosa sono i marcatori di danno d'organo subclinico
I marcatori di danno subclinico sono segnali che indicano un danno agli organi importanti per il cuore e la circolazione, anche se la persona non ha ancora sintomi evidenti. Questi segnali aiutano a capire se il rischio di problemi cardiovascolari è più alto rispetto ai fattori di rischio tradizionali, come l'età o la pressione alta.
Quali marcatori sono stati studiati
- Rapporto creatinina-albumina nelle urine (UACR): misura la presenza di albumina, una proteina, nelle urine, che può indicare un danno ai reni.
- Velocità dell'onda di polso (PWV): valuta la rigidità delle arterie, un segno di danno vascolare.
- Indice di massa ventricolare sinistra (LVMI): misura la massa del muscolo del cuore, che può aumentare in risposta a stress o danno.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto quasi 2.000 persone sane. Sono stati misurati i marcatori sopra elencati e sono stati valutati anche i fattori di rischio tradizionali per le malattie cardiovascolari. I partecipanti sono stati classificati in base a diversi sistemi di valutazione del rischio:
- SCORE: valuta il rischio di morte per malattie cardiovascolari.
- ESH/ESC: valuta il rischio di morte cardiovascolare, infarto e ictus.
- Framingham Risk Score (FRS): valuta anche il rischio di ricoveri per varie malattie cardiache.
Risultati principali
Dopo un periodo medio di quasi 13 anni, sono stati registrati diversi eventi cardiovascolari. Lo studio ha identificato dei valori soglia per i marcatori, che indicano un rischio più alto a 10 anni:
- UACR: 0,83 mg/mmol
- PWV: 13,7 m/s
- LVMI: 119 g/m2
Questi valori sono stati associati a un rischio moderato-alto secondo la carta del rischio ESH/ESC. In particolare, le soglie per PWV e LVMI corrispondono a quelle già usate nella pratica clinica, mentre la soglia per l'UACR è risultata più bassa rispetto a quella tradizionale usata per identificare la microalbuminuria, un segno precoce di danno renale.
In conclusione
I marcatori di danno d'organo subclinico come UACR, PWV e LVMI possono fornire informazioni importanti per valutare il rischio cardiovascolare, anche in persone apparentemente sane. Conoscere questi valori aiuta a identificare chi potrebbe beneficiare di una prevenzione più attenta per evitare eventi gravi come infarti o ictus.