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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/10/2012 Lettura: ~3 min

Infarto del cuore con alterazioni all'elettrocardiogramma in paziente con tumore metastatico

Fonte
Prof. Camillo Autore, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Cattedra di Cardiologia - Università Sapienza di Roma, Ospedale S. Andrea

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Camillo Autore Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1080 Sezione: 28

Introduzione

Questo testo descrive il caso di un paziente con un tumore diffuso che ha avuto un infarto del cuore. Si parla di come i medici hanno gestito una situazione complessa, bilanciando la prevenzione di coaguli di sangue con il rischio di sanguinamenti, considerando anche la sua malattia oncologica.

Che cosa è successo al paziente

Il paziente ha 64 anni e ha avuto problemi di pressione alta, colesterolo alto e diabete. Nel 2010 ha avuto un dolore al petto e gli è stato impiantato uno o più stent, cioè piccoli tubicini per mantenere aperte le arterie del cuore. Nel 2012 gli è stato diagnosticato un melanoma, un tipo di tumore della pelle, che si era diffuso in vari organi, compreso il cervello.

Intervento e complicazioni

Prima di un intervento per mettere un accesso venoso per la chemioterapia, il paziente ha dovuto sospendere i farmaci che prevengono la formazione di coaguli (aspirina e clopidogrel). Dopo l'intervento e l'inizio della chemioterapia, ha avuto un dolore al petto e altri sintomi che hanno fatto sospettare un infarto. L'elettrocardiogramma (ECG) ha mostrato alterazioni tipiche di un infarto con sopraslivellamento del tratto ST, cioè un segno di danno al cuore.

Esami e trattamento urgente

Il paziente è stato portato d'urgenza in sala di emodinamica, dove hanno trovato un blocco quasi completo (99%) in un'importante arteria del cuore, proprio dove era stato impiantato lo stent. È stata fatta una pulizia del coagulo e una dilatazione con palloncini per riaprire le arterie. Non è stato messo un nuovo stent per evitare ulteriori complicazioni, dato il quadro generale e la sua aspettativa di vita.

Terapia e monitoraggio

Il paziente ha ricevuto farmaci per prevenire nuovi coaguli, ma a dosi ridotte per limitare il rischio di sanguinamento, soprattutto perché aveva metastasi cerebrali che aumentano questo rischio. È stato anche usato un dispositivo chiamato contropulsatore aortico per aiutare il cuore a pompare meglio il sangue. Durante il ricovero, il paziente è stato monitorato e non ha avuto ulteriori problemi cardiaci.

Considerazioni importanti

  • La sospensione dei farmaci antiaggreganti (che impediscono ai piastrine di formare coaguli) in pazienti con stent può causare un rischio molto alto di infarto.
  • Questo rischio è ancora più alto se l'impianto dello stent è stato fatto in zone complesse delle arterie o se ci sono complicazioni.
  • Il tumore e le sue metastasi aumentano ulteriormente il rischio di coaguli.
  • Quando è necessario sospendere questi farmaci per un intervento, si deve valutare attentamente come farlo per evitare problemi.
  • La terapia con farmaci antiaggreganti più potenti, come il ticagrelor, è preferita in casi ad alto rischio di infarto, anche se aumenta un po' il rischio di sanguinamento.
  • In questo caso, alcuni farmaci sono stati evitati perché potevano aumentare il rischio di sanguinamento cerebrale, dato che le metastasi cerebrali sono molto vascolarizzate e fragili.

In conclusione

Questo caso mostra quanto sia delicata la gestione di un infarto in un paziente con tumore avanzato e metastasi, soprattutto quando è necessario bilanciare la prevenzione dei coaguli con il rischio di sanguinamenti. La scelta dei farmaci e delle procedure deve essere personalizzata e attenta, per garantire la migliore cura possibile in una situazione complessa.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Camillo Autore

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