Decisioni terapeutiche iniziali
Il paziente presentava una frequenza cardiaca di 60 battiti al minuto (bpm), un valore che ha reso sconsigliabile aumentare ulteriormente i farmaci beta bloccanti, che rallentano il battito cardiaco. I sintomi erano principalmente dovuti a una pressione polmonare elevata.
Per questo motivo, si è deciso di aumentare la dose di bosentan a 125 mg due volte al giorno, mantenendo invariati gli altri farmaci.
Controllo dopo tre mesi
Dopo tre mesi, il paziente ha mostrato un miglioramento significativo dei sintomi. L'ecocardiogramma, un esame che valuta il cuore e la pressione nelle arterie polmonari, ha evidenziato una pressione polmonare media di 30 mmHg, che indica un miglioramento. Il paziente si trovava in classe funzionale II, cioè con sintomi lievi durante l'attività fisica.
L'ECG Holter, un monitoraggio continuo del ritmo cardiaco, ha rilevato brevi episodi di fibrillazione atriale (un tipo di battito irregolare) senza sintomi, con una frequenza media di 80 bpm durante questi episodi, e una frequenza media di 65 bpm in ritmo normale (ritmo sinusale).
Alla luce di questi risultati, si è deciso di continuare con la terapia combinata di bosentan e bisoprololo (un beta bloccante).
In conclusione
In questo caso, l'aumento del bosentan ha portato a un miglioramento della pressione polmonare e dei sintomi, senza necessità di aumentare i beta bloccanti a causa della frequenza cardiaca già bassa. Il monitoraggio ha evidenziato episodi di battito irregolare senza sintomi, ma la terapia è stata mantenuta per garantire il controllo della pressione e del ritmo cardiaco.