Che cos'è l'ipertensione resistente
L'ipertensione resistente è una forma di pressione alta che rimane elevata nonostante l'uso di almeno tre farmaci per abbassarla, incluso un diuretico (un medicinale che aiuta a eliminare il sale e l'acqua in eccesso dal corpo). In particolare, si parla di ipertensione resistente quando la pressione arteriosa è uguale o superiore a 140/90 mmHg, oppure 130/80 mmHg se la persona ha il diabete o problemi ai reni.
Lo studio REACH e i pazienti coinvolti
Lo studio ha analizzato 53.530 pazienti con ipertensione e malattia aterotrombotica, cioè con problemi alle arterie causati da accumulo di grasso e formazione di coaguli, anche se a volte senza sintomi evidenti. Questi pazienti erano seguiti in ambulatorio.
Prevalenza e trattamento
- Il 12,7% dei pazienti aveva ipertensione resistente.
- Il 6,2% assumeva 3 farmaci antipertensivi, il 4,6% 4 farmaci e l'1,9% 5 o più farmaci.
- Oltre al diuretico, i farmaci più usati erano bloccanti dei recettori dell'angiotensina o ACE-inibitori (90,1%), beta bloccanti (67,0%) e bloccanti dei canali del calcio (50,8%).
Rischi associati all'ipertensione resistente
I pazienti con ipertensione resistente avevano un rischio più alto di:
- Morte per problemi cardiaci o vascolari.
- Infarto del cuore.
- Ictus, in particolare quello non fatale, con un aumento significativo del rischio.
- Ricoveri per insufficienza cardiaca congestizia, cioè quando il cuore fatica a pompare il sangue.
Inoltre, chi assumeva 5 o più farmaci aveva un rischio ancora maggiore rispetto a chi ne assumeva 3 o meno.
In conclusione
L'ipertensione resistente è una condizione che riguarda una parte significativa di pazienti con problemi alle arterie. Questi pazienti hanno un rischio più elevato di eventi gravi come infarto, ictus e insufficienza cardiaca nel tempo. Riconoscere questa situazione è importante per identificare chi necessita di un'attenzione particolare e un controllo più stretto.