Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto tre gruppi di persone: chi soffre di disturbo da stress post-traumatico (PTSD), persone che hanno vissuto traumi ma non hanno PTSD, e persone senza traumi (controlli sani). Sono stati usati esami di imaging molto sofisticati per osservare l'infiammazione e i danni alle arterie.
Come è stata valutata l'infiammazione
- Con un esame chiamato PET/MRI che usa un marcatore chiamato fluorodesossiglucosio (18F-FDG) per vedere l'attività infiammatoria.
- Misurando la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), un indicatore nel sangue che segnala infiammazione.
- Osservando l'attività della milza e del midollo osseo, che sono parti del corpo coinvolte nella produzione di cellule immunitarie.
Attività del cervello legata allo stress
È stata analizzata l'attività di due aree cerebrali importanti per la gestione dello stress: l'amigdala, che è coinvolta nelle emozioni, e la corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC), che aiuta a controllare le emozioni. L'equilibrio tra queste due aree è stato chiamato attività della rete neurale associata allo stress (SNA).
Integrità delle connessioni cerebrali
Con la risonanza magnetica è stata valutata la qualità del fascicolo uncinato, un importante collegamento tra amigdala e vmPFC. Questo è stato chiamato integrità assonale (AI), cioè quanto queste connessioni sono sane e funzionanti.
Risultati principali
- Le persone con PTSD avevano livelli più alti di proteina C-reattiva (hsCRP), maggiore attività nella milza e un carico più alto di aterosclerosi (cioè più danni alle arterie).
- Nonostante ciò, non c'erano differenze significative nell'infiammazione direttamente nelle arterie tra chi aveva PTSD e gli altri gruppi.
- Chi aveva PTSD mostrava una maggiore attività della rete neurale associata allo stress (SNA) e una minore integrità delle connessioni cerebrali (AI).
- In tutto il gruppo, un carico maggiore di aterosclerosi nelle arterie carotidi era collegato a una maggiore attività della rete neurale legata allo stress e a una minore integrità delle connessioni cerebrali, indipendentemente da altri fattori di rischio.
In conclusione
Questo studio suggerisce che lo stress cronico può influire sul cuore e sui vasi sanguigni attraverso cambiamenti nel cervello e nell'infiammazione sistemica. In particolare, un'attività cerebrale alterata e un'infiammazione più alta nel corpo sembrano essere collegati a un maggior danno alle arterie. Questi risultati aiutano a capire meglio come lo stress prolungato possa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.