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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/01/2013 Lettura: ~2 min

L’iperglicemia aumenta il rischio di mortalità anche nei pazienti non critici

Fonte
Diabetes Care 2012; doi: 10.2337/dc12-1379.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come livelli elevati di zucchero nel sangue, chiamati iperglicemia, possano influire sulla sopravvivenza di pazienti ospedalizzati non in condizioni critiche che ricevono nutrizione tramite infusione diretta nel sangue.

Che cos'è l'iperglicemia e la nutrizione parenterale totale (TPN)

Iperglicemia significa avere un livello di zucchero nel sangue più alto del normale. La nutrizione parenterale totale (TPN) è un modo per fornire tutti i nutrienti necessari direttamente nel sangue, quando una persona non può mangiare normalmente.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha coinvolto 605 pazienti non critici, cioè persone malate ma non in condizioni di emergenza, in 19 ospedali in Spagna. L'età media dei partecipanti era di circa 63 anni.

Cosa è stato misurato e i risultati

  • I pazienti ricevevano in media circa 1.630 calorie al giorno tramite TPN, con una quantità specifica di carboidrati, proteine e grassi.
  • Durante la TPN, è stato monitorato il livello medio di zucchero nel sangue.
  • Chi aveva livelli medi di zucchero nel sangue superiori a 180 mg/dL aveva un rischio di morte ospedaliera 5,6 volte più alto rispetto a chi aveva livelli inferiori a 140 mg/dL.

Cosa significa questo risultato

Un livello di zucchero nel sangue superiore a 180 mg/dL durante la nutrizione parenterale è associato a un rischio maggiore di morte anche in pazienti che non sono in condizioni critiche. Questo suggerisce l'importanza di controllare bene la glicemia in questi casi.

In conclusione

L'iperglicemia durante la nutrizione parenterale totale aumenta il rischio di mortalità nei pazienti ospedalizzati non critici. Mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue è quindi fondamentale per migliorare la sicurezza e la prognosi di questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli

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