Che cosa è successo alla paziente
La paziente ha 72 anni ed è arrivata in ospedale da un altro centro con una diagnosi di sindrome coronarica acuta con sopraslivellamento del tratto ST, un tipo di problema cardiaco grave. All'inizio aveva una tachicardia, cioè un battito cardiaco troppo veloce, con un ritmo irregolare e instabilità della pressione, che è stata risolta con una procedura chiamata cardioversione sincronizzata, che serve a riportare il cuore a un ritmo normale.
Dopo questo trattamento, l'elettrocardiogramma (ECG) mostrava segni di sofferenza in alcune parti del cuore. La paziente è stata quindi trasferita per fare una coronarografia, un esame che controlla le arterie del cuore, e per valutare se fosse necessario un intervento per migliorare il flusso di sangue.
La storia clinica e gli esami effettuati
- La paziente ha ipertensione, obesità e fuma.
- I sintomi sono iniziati improvvisamente dopo un pasto, con una sensazione di malessere e quasi svenimento.
- Gli esami del sangue mostravano valori alti di troponina e CK-MB, che indicano un danno al muscolo cardiaco.
- Al momento del ricovero era stabile e senza sintomi, con pressione e frequenza cardiaca normali.
- L'ECG si era normalizzato, ma mostrava battiti extra dal ventricolo.
- L'ecocardiogramma (un'ecografia del cuore) mostrava un ispessimento anomalo delle pareti del cuore e una parte dell'apice che non si muoveva bene, con una funzione cardiaca ridotta.
- Era presente anche un problema alla valvola tricuspide e una pressione polmonare aumentata.
- Durante il monitoraggio cardiaco si sono visti molti battiti extra, per cui è stata iniziata una terapia con amiodarone, un farmaco per controllare le aritmie, insieme ad altri farmaci antiaggreganti.
- La coronarografia ha mostrato arterie senza lesioni importanti.
Qual è la diagnosi più probabile?
Tra le possibili cause considerate ci sono:
- Angina di Prinzmetal: una forma di dolore al cuore causata da spasmi delle arterie, ma non spiegava bene i risultati dell'ecocardiogramma.
- Sindrome di Takotsubo: un disturbo temporaneo del cuore spesso legato a stress, che può causare un aspetto simile a quello osservato all'ecocardiogramma. Anche se non c'era un evento stressante chiaro nella storia della paziente, questa è sembrata la diagnosi più adatta.
Perché è comparsa la bradicardia?
Dopo la coronarografia, la paziente ha sviluppato una bradicardia, cioè un battito cardiaco troppo lento, con pause fino a 2,7 secondi.
Le possibili cause considerate sono state:
- Ischemia del nodo del seno, la parte del cuore che regola il battito, ma questa ipotesi era poco probabile perché l'ECG era normale e non c'erano segni di spasmo delle arterie.
- Effetto dei farmaci, in particolare l'associazione di amiodarone e ticagrelor, che può causare rallentamenti del battito.
Si è deciso quindi di sospendere questi farmaci, e la frequenza cardiaca è tornata normale, con solo qualche battito extra sporadico.
Come è stata gestita la paziente
- La terapia è stata modificata sospendendo i farmaci che causavano la bradicardia.
- L'ecocardiogramma successivo ha mostrato un leggero miglioramento della funzione cardiaca.
- Un monitoraggio continuo (Holter) ha rilevato una frequenza media normale con alcune aritmie ventricolari.
- La paziente è stata dimessa con una terapia a base di beta-bloccanti, farmaci che aiutano a controllare la frequenza cardiaca e la pressione, e altri farmaci per la pressione e il cuore.
- È stato programmato un controllo dopo un mese per valutare l'andamento.
In conclusione
La paziente ha avuto una sindrome cardiaca acuta con alterazioni del ritmo, inizialmente tachicardia e poi bradicardia. La diagnosi più probabile è la sindrome di Takotsubo, una condizione temporanea che può imitare un infarto. La bradicardia è stata probabilmente causata dall'associazione di farmaci, e la sospensione ha permesso il ritorno a un ritmo normale. La gestione ha previsto un attento monitoraggio e una terapia adeguata per migliorare la funzione cardiaca e prevenire ulteriori problemi.