Che cosa è stato studiato
Il Rotterdam Study ha valutato se l'assunzione di alcuni amminoacidi specifici come l'acido glutammico, l’arginina, la lisina, la tirosina e la cisteina fosse collegata ai valori di pressione arteriosa (BP) o al rischio di ipertensione.
Come è stata condotta l'analisi
I livelli di pressione arteriosa sono stati confrontati tra gruppi di persone con diverse quantità di assunzione di questi amminoacidi, considerati come percentuale delle proteine totali nella dieta. Sono stati inoltre considerati fattori come età, sesso, peso corporeo, fumo, consumo di alcol, livello di istruzione e altri aspetti della dieta per assicurarsi che non influenzassero i risultati.
Risultati principali
- Un'assunzione leggermente maggiore di tirosina (circa lo 0,3% delle proteine totali) è stata associata a una pressione sistolica (il numero più alto nella misurazione della pressione) leggermente più bassa, di circa 2,4 mmHg.
- Non è stata trovata alcuna associazione significativa tra gli altri amminoacidi e la pressione arteriosa.
- Durante un periodo di 6 anni di osservazione, in cui sono stati registrati 873 casi di ipertensione, nessun amminoacido è risultato collegato in modo significativo al rischio di sviluppare ipertensione.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che nessun amminoacido specifico sembra influenzare in modo importante la pressione arteriosa o il rischio di ipertensione. Questo significa che, secondo questi dati, non è necessario preoccuparsi di modificare l’assunzione di questi amminoacidi per controllare la pressione arteriosa.