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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/01/2013 Lettura: ~2 min

Che cos'è un blocco atrioventricolare completo?

Fonte
Domanda di M.P. su un uomo di 90 anni con ipertensione e astenia, con ECG che mostra bigeminismo atriale e extrasistolia atriale bigemina non condotta.

Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Un blocco atrioventricolare (BAV) completo è una condizione del cuore che può preoccupare, ma è importante capire esattamente cosa significa e come si manifesta. Qui spieghiamo in modo semplice cosa può indicare un elettrocardiogramma (ECG) che sembra mostrare un BAV completo e quali altre possibilità ci sono.

Che cosa significa un BAV completo?

Il blocco atrioventricolare completo è una situazione in cui gli impulsi elettrici che partono dagli atri del cuore non riescono a raggiungere i ventricoli. Questo fa sì che gli atri e i ventricoli battano in modo indipendente, senza coordinazione.

Cosa mostra l'ECG in questo caso?

Nel caso descritto, un uomo di 90 anni con pressione alta e qualche stanchezza, l'ECG ha mostrato alcune caratteristiche particolari:

  • Appaiono due onde P (che rappresentano l'attività degli atri) prima di ogni complesso QRS (che rappresenta l'attività dei ventricoli).
  • Un ritmo di circa 38 battiti al minuto.

Questi dati fanno sorgere il dubbio se si tratti davvero di un blocco completo o di un'altra condizione.

Interpretazione più precisa dell'ECG

L'analisi mostra che le onde P si presentano in coppie, con una alternanza regolare tra un ciclo atriale lungo e uno breve. Questo fenomeno si chiama bigeminismo atriale.

Inoltre, alcuni impulsi atriali arrivano ai ventricoli e altri no, ma gli intervalli tra le onde P e i complessi QRS sono costanti quando l'impulso viene trasmesso.

Questo esclude un blocco atrioventricolare di terzo grado (completo) e suggerisce invece un blocco di secondo grado 2:1, cioè solo metà degli impulsi atriali raggiunge i ventricoli.

Un'altra possibile spiegazione: extrasistolia atriale bigemina

Analizzando meglio la forma delle onde P, si nota che quelle premature (anticipate) che non conducono l'impulso ai ventricoli hanno un aspetto diverso da quelle normali. In particolare, in una specifica derivazione dell'ECG (chiamata V1), le onde P premature sono appuntite e positive, mentre le onde P normali sono bifasiche (hanno due fasi, positiva e negativa).

Questa differenza indica che le onde P premature sono extrasistoli atriali, cioè battiti atriali anticipati che non riescono a far contrarre i ventricoli.

Quindi, la diagnosi più corretta è extrasistolia atriale bigemina non condotta, una condizione in cui ogni battito normale è seguito da uno prematuro che non viene trasmesso ai ventricoli.

In conclusione

Un ECG che sembra mostrare un blocco atrioventricolare completo può in realtà indicare altre condizioni, come un blocco di secondo grado o la presenza di battiti atriali anticipati non condotti. L'analisi attenta delle onde P e dei loro rapporti con i complessi QRS è fondamentale per una corretta interpretazione.

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