CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 04/02/2013 Lettura: ~3 min

SERENDIPITY: la denervazione dell’arteria renale

Fonte
Paola Colombo, Francesco Soriano, Stefano Nava, Matteo Baroni, Silvio Klugmann, Antonio Rampoldi, Cristina Giannattasio, Maria Frigerio - Azienda Ospedaliera Niguarda, Milano

Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1096 Sezione: 5

Introduzione

L’ipertensione arteriosa resistente è una condizione difficile da trattare e rappresenta una sfida importante per la salute cardiovascolare. La denervazione dell’arteria renale (RDN) è una tecnica innovativa che utilizza la radiofrequenza per ridurre l’attività nervosa che contribuisce all’ipertensione. Questo trattamento potrebbe offrire nuove speranze a chi non riesce a controllare la pressione con i farmaci.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa resistente

L’ipertensione arteriosa resistente è una forma di pressione alta che non si riesce a controllare nonostante l’assunzione di almeno tre farmaci, incluso un diuretico. Rappresenta un problema importante perché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

La denervazione dell’arteria renale (RDN)

La RDN è una procedura che mira a ridurre l’attività del sistema nervoso simpatico che passa attraverso le arterie renali. Questo sistema nervoso ha un ruolo chiave nel mantenere alta la pressione sanguigna in alcune persone.

La tecnica utilizza un catetere inserito attraverso un vaso sanguigno nella zona dell’arteria renale. Attraverso questo catetere si applica una radiofrequenza, cioè una forma di energia che interrompe temporaneamente i nervi responsabili dell’aumento della pressione.

La procedura è minimamente invasiva, dura circa 40 minuti per arteria e si esegue in anestesia locale, senza necessità di interventi chirurgici importanti.

Perché si usa la denervazione renale

  • È nata per trattare l’ipertensione resistente, cioè quella che non risponde ai farmaci.
  • Può aiutare anche in altre condizioni legate a un’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico, come l’apnea del sonno, l’insufficienza cardiaca e il diabete.
  • È una tecnica più sicura rispetto alla vecchia chirurgia che mirava a tagliare i nervi renali, che aveva molti rischi.

Risultati degli studi clinici

Gli studi più importanti, chiamati Symplicity HTN-1 e Symplicity HTN-2, hanno coinvolto pazienti con ipertensione resistente e hanno mostrato che la RDN può ridurre significativamente la pressione sanguigna nel tempo.

  • La riduzione della pressione si manifesta gradualmente e diventa più evidente nei mesi successivi alla procedura.
  • Circa il 40% dei pazienti raggiunge una pressione normale entro 18 mesi.
  • Più della metà dei pazienti mostra una riduzione importante anche se non completa della pressione.
  • Si osservano anche miglioramenti in altri aspetti della salute, come la riduzione del consumo di insulina nei diabetici e la diminuzione della gravità dell’apnea notturna.

Sicurezza e prospettive future

La procedura è risultata sicura con pochi effetti collaterali gravi. Un caso di complicanza riportata è stata una dissezione dell’arteria renale, un evento raro.

Se i benefici sul lungo termine saranno confermati, la denervazione renale potrebbe diventare una parte importante del trattamento dell’ipertensione resistente e di altre malattie legate al sistema nervoso simpatico.

In conclusione

La denervazione dell’arteria renale è una tecnica promettente e sicura che può aiutare a ridurre la pressione sanguigna in persone con ipertensione difficile da trattare. Oltre a migliorare la pressione, può avere effetti positivi su altre condizioni legate all’eccessiva attività nervosa. Sono necessari ulteriori studi per confermare i benefici a lungo termine, ma questa procedura rappresenta un importante passo avanti nella cura dell’ipertensione resistente.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA