Chi sono i pazienti coinvolti
Gli anziani che vivono in RSA spesso hanno più problemi di salute e difficoltà fisiche. In particolare, molti di loro hanno ipertensione arteriosa, cioè la pressione del sangue alta.
Perché è importante misurare bene la pressione
Nei pazienti molto anziani con molte malattie, non è chiaro quanto valori alti di pressione influenzino la loro salute a lungo termine. Inoltre, la presenza frequente di demenza può rendere più difficile ottenere misurazioni accurate.
Come è stato fatto lo studio
Gli autori hanno confrontato due modi di misurare la pressione arteriosa:
- La misurazione tradizionale, fatta dal medico o dall'infermiere.
- Il monitoraggio della pressione per 24 ore, chiamato MAPA, che registra la pressione durante tutta la giornata e la notte.
Hanno studiato 100 pazienti con un'età media di 83 anni, valutando anche il loro stato di salute generale con una valutazione multidimensionale geriatrica.
Risultati principali
- La correlazione tra la pressione misurata in ospedale o in RSA e quella registrata dal monitoraggio continuo era molto bassa, soprattutto per la pressione diastolica (la pressione quando il cuore si rilassa).
- Il 70% dei pazienti considerati ipertesi con la misurazione tradizionale risultava avere una pressione normale con il monitoraggio.
- I valori di pressione, sia misurati in modo tradizionale che con il monitoraggio, non erano legati alla mortalità dopo un anno.
Cosa significa per la cura degli anziani in RSA
Nei pazienti anziani e fragili che vivono in RSA, la misurazione tradizionale della pressione potrebbe non essere affidabile. Per questo motivo, è importante valutare con attenzione ogni persona e considerare il monitoraggio continuo per decidere se e come trattare l'ipertensione, tenendo conto delle altre malattie presenti.
In conclusione
La pressione arteriosa alta è molto comune negli anziani in RSA, ma la misurazione tradizionale può non riflettere la pressione reale. Il monitoraggio per 24 ore offre informazioni più precise. Questi dati aiutano a prendere decisioni migliori sulla terapia, adattandola alle condizioni specifiche di ogni paziente anziano e fragile.