CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/05/2024 Lettura: ~2 min

Empagliflozin dopo infarto miocardico acuto: i risultati dello studio EMPACT-MI

Fonte
AMD Congress 2024 - Butler J, NEJM. 2024; doi.org/10.1056/NEJMoa2314051.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio EMPACT-MI ha valutato l'effetto di un farmaco chiamato empagliflozin su pazienti che hanno avuto un infarto al cuore. Questo farmaco, usato anche per il diabete, è stato studiato per capire se può aiutare a prevenire problemi al cuore dopo un infarto.

Che cos'è lo studio EMPACT-MI

Lo studio ha coinvolto 6.522 pazienti ricoverati in ospedale per un infarto miocardico acuto, cioè un attacco al cuore. Questi pazienti erano a rischio di sviluppare scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.

I partecipanti hanno ricevuto o empagliflozin (10 mg al giorno) o un placebo (una pillola senza principio attivo) entro 14 giorni dall'ingresso in ospedale.

Obiettivi dello studio

L'obiettivo principale era vedere se il farmaco potesse ridurre la combinazione di due eventi:

  • ospedalizzazione per scompenso cardiaco
  • morte per qualsiasi causa

Risultati principali

Dopo circa 18 mesi di osservazione, i risultati sono stati i seguenti:

  • Il 8,2% dei pazienti trattati con empagliflozin ha avuto almeno uno degli eventi principali, rispetto al 9,1% del gruppo placebo. Questa differenza non è risultata statisticamente significativa.
  • L'ospedalizzazione per scompenso cardiaco è stata più bassa nel gruppo empagliflozin (3,6%) rispetto al gruppo placebo (4,7%). Questo indica un beneficio del farmaco in questo aspetto.
  • La morte per qualsiasi causa è stata simile nei due gruppi: 5,2% con empagliflozin e 5,5% con placebo.

Sicurezza e considerazioni

Gli effetti collaterali osservati erano quelli già conosciuti per l'empagliflozin e non differivano molto tra i due gruppi, indicando un profilo di sicurezza stabile.

Lo studio ha alcune limitazioni, ad esempio non ha considerato gli episodi di scompenso cardiaco trattati fuori dall'ospedale, quindi il numero reale di questi eventi potrebbe essere più alto.

In conclusione

Empagliflozin ha dimostrato di ridurre il rischio di dover tornare in ospedale per problemi al cuore dopo un infarto. Tuttavia, non ha mostrato una riduzione significativa del rischio complessivo di morte o ospedalizzazione combinata rispetto al placebo. Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato nei pazienti studiati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA