Che cosa è stato studiato
Uno studio condotto negli Stati Uniti ha analizzato i dati raccolti tra il 2005 e il 2008 su oltre 12.000 persone. Lo scopo era capire se ci fosse un legame tra insonnia e ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta.
Come è stata definita l'insonnia
Si è considerata insonnia la presenza di almeno uno di questi sintomi, almeno cinque volte al mese:
- difficoltà ad addormentarsi;
- risvegli notturni prolungati;
- risveglio mattutino precoce.
Inoltre, è stato incluso come sintomo di insonnia un sonno breve, cioè dormire meno di 6 ore per notte.
Cosa è stato misurato
Lo studio ha raccolto informazioni sulla presenza di ipertensione, sull'uso di farmaci per abbassare la pressione e sulle misurazioni della pressione arteriosa, sia quella massima (sistolica) che quella minima (diastolica).
Risultati principali
È stata trovata una associazione significativa tra ipertensione e insonnia intesa come sonno breve. Questo significa che le persone che dormono meno di 6 ore hanno una probabilità più alta di avere la pressione alta rispetto a chi dorme di più.
Tuttavia, non sono state trovate associazioni significative tra i singoli sintomi di insonnia (come difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni) e le misure dirette della pressione arteriosa.
In conclusione
Lo studio suggerisce che dormire poco può essere collegato a un aumento della pressione arteriosa. Però, i singoli disturbi del sonno non sembrano influenzare direttamente i valori misurati della pressione. Questi risultati aiutano a comprendere meglio il rapporto tra sonno e salute cardiovascolare.